Digione è zona di guerra nel silenzio dei media: 4 notti di scontri a fuoco tra ceceni e maghrebini (video)

mercoledì 17 giugno 15:10 - di Laura Ferrari

Nessuna foto sull’Ansa esteri, scarsa documentazione fotografica altrove, i video si trovano solo sui Social. Nessun servizio speciale da parte di Sky Tg24 o di Rainews 24. Se a Digione, nella vicina Francia, si vivono 4 giorni da guerra civile, la notizia non è abbastanza interessante per i media italiani. Come mai? La motivazione è estremamente semplice. Sono fatti che mettono in discussione la narrazione dell’Europa che integra, che ingloba, che accoglie e vive pacificamente. Demolisce la visione della Francia civile e democratica del presidente Macron. Lui non è Trump, non è Bolsonaro, non è Orban. Il presidente francese incarna per la sinistra il leader solidale, portabandiera della tolleranza e dell’integrazione. Eccola servita l’integrazione.

Digione, città in mano ai criminali nordafricani e ceceni

Per quattro notti la città francese di Digione ha vissuto una vera e propria guerra civile. Perché da noi la notizia è passata sotto silenzio? Il motivo è facilmente spiegabile. I protagonisti della guerriglia urbana sono immigrati. Come riporta l’agenzia Agi, gli immigrati ceceni hanno scatenato una guerra contro le gang marocchine. Le due bande hanno occupato militarmente per quattro notti il capoluogo della Borgogna. Centinaia di uomini dal volto coperto, armati di mazze da baseball, spranghe di metallo e pistole, hanno preso d’assedio il quartiere di Gresilles. Una resa dei conti scatenata per vendicare un adolescente ceceno aggredito dagli spacciatori magrebini. Le forze di sicurezza francesi hanno faticato a reggere l’onda d”urto dei combattimenti. Il ministero dell’Interno ha schierato sessantina di gendarmi, una quarantina di Crs (Compagni repubblicana di sicurezza, corpo polizia nazionale) e rinforzi della brigata anti-criminalità e del Raid. Sarebbero riusciti a disperdere i gruppi di uomini armati e fare tornare l’ordine nell’instabile quartiere. Per la prima volta nelle ultime cinque notti.

Negli scontri – con colpi d’arma da fuoco in aria, pattumiere e veicoli incendiati – è stato anche aggredito un gruppo di giornalisti e cameraman dell’emittente regionale France 3, sul posto per documentare l’insolita situazione. Alla fine quattro persone sono state fermate e a tarda sera l’area è tornata calma.

Il prefetto della Costa d’Oro, Bernard Schmelz, ha riferito che gli incidenti dei primi tre giorni hanno effettivamente coinvolto centinaia di esponenti della comunità cecena, sia al centro di Digione che a Gresilles, responsabili di una serie di attacchi mirati in un apparente regolamento di conti con residenti locali. Fonti di polizia, citate dal quotidiano Le Figaro, hanno precisato che le ultime violenze sono state provocate da uomini intenti a proteggere il proprio “territorio” da incursioni di ceceni. “Poiché la giustizia arriva troppo tardi e la polizia non ha i mezzi per agire, la comunità cecena ha deciso di intervenire per far rispettare i propri diritti. Ma quando ciò accade, non siamo più in una repubblica” ha deplorato il sindaco di Digione, Francois Rebsamen.

Gli abitati di Digione: “Costretti a difenderci da soli dagli immigrati”

Il ministero dell’Interno ha definito gli incidenti degli ultimi giorni di “inassimibili”, condannando le gravi minacce all’ordine pubblico e gli atti intimidatori che hanno generato caos a Digione. È in corso un’inchiesta congiunta tra polizia giudiziaria e sicurezza pubblica per tentato omicidio in banda organizzata, incitamento alla violenza e danni ai beni pubblici.

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