Conte se la spassa a Villa Pamphili. Chi lavorava ora sta sotto usura (video)

venerdì 19 giugno 6:00 - di Francesco Storace

Deve essere bellissima la vita di Giuseppe Conte a Villa Pamphili, tante genuflessioni e mai la vita reale di chi ha mandato sotto usura per la sua politica di annunci e parole a vuoto. Verrà il giorno in cui questo premier fasullo dovrà rendere conto a chi non ce la fa più. Lui, per ora, sta sempre lì a fantasticare un’Italia che non c’è e non si accorge della colossale truffa perpetrata ai danni di milioni di italiani.

Conte e l’usura per chi lavorava

Se dalle sue parti c’è quell’incantatore di Rocco Casalino, si faccia girare sul telefonino tre drammatici minuti andati in onda ieri. Mi manda RaiTre, Salvo Sottile becca al telefono una rappresentante di centinaia di dipendenti di una grande azienda romana di trasporto disabili, la Meditral. Sono persone in carne ed ossa, con gli stessi diritti di Conte ma senza i suoi privilegi. Da marzo non ricevono il privilegio dello stipendio, né il lusso della cassa integrazione. Marzo. Aprile. Maggio. Giugno. Hai capito, presidente? Giorni, settimane, mesi, senza soldi. Però le bollette arrivano. O si mangia o si paga. In banca non puoi andare perché avete preso in giro pure con prestiti e anticipazioni. Resta solo l’usura. Il cravattaro, lo chiamano a Roma. Il rilancio? State attenti a Palazzo Chigi, che le pietre vi lanciano. Altro che volare alto, come ama dire lo sbruffone che ci governa. Diglielo a quella gente e vedrai come cascherai più facilmente giù. Paese reale e paese legale, la differenza sta qui. Dramma e sfarzo. Miseria e nobiltà e non è un divertente film di Totò, ma la tristezza in cui è precipitata la Nazione. La testimonianza è in tv. “Da marzo non riceviamo nulla, siamo senza soldi”.

“Abbiamo ricevuto solo brutte risposte da parte dell’INPS”. Quali? “Rivolgetevi alla Caritas”.

“Siamo al collasso. Ci sono dipendenti che non riescono più ad andare avanti”

“Non si riesce a campare”.

“Molti dipendenti pagano le bollette perché si devono pagare. Si fanno prestare i soldi chissà da chi”

“Ci siamo indebitati tutti”

“Sarà un debito che non finirà mai

“I nostri soldi andranno restituiti al 100, 200, 300 per cento”.

La tragedia delle persone

“Non possiamo chiedere all’azienda perché l’azienda non ha ricevuto nulla”.

Presidente Conte, almeno le scuse – e già si sa che non se ne potranno fare davvero nulla – gliele vogliamo porgere? Ti decidi a cacciare i cialtroni che hanno ridotto persone oneste in bolletta? Perché se non c’è sanzione, la sensazione peggiore è quella che il governo sia complice del gigantesco inganno perpetrato a suon di miliardi di euro pompati e inesistenti. C’è un’Italia che ha difficoltà a mettere assieme il pranzo con la cena mentre voi ve ne state tranquilli a Villa Pamphili, presidente Conte, a voi l’usura non viene a battere cassa. Eppure questo popolo ha diritto a veder riconosciuta la propria dignità. Che mostra in televisione, ma che non può essere assoggettata all’incapacità dei burocrati che avete reso padroni del nostro destino. Calate il sipario, se non siete capaci di rispettare chi lavora. Perché una Nazione si governa raccontando la verità e non sparando balle in continuazione. https://youtu.be/whaznVlG0wI

Commenti

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  • Nicolo' 21 giugno 2020

    Conte venga in PARLAMENTO a rispondere delle proposte gia’ ricevute da FDI e dalla Lega: e’ quello il luogo dove si valuta e ci si conta democraticamente.
    La realta’ e’ che il governicchio e’ diviso su tutto e non e’ capace di decidere nulla. Non ANDATE , Fratelli e Sorelle d’Italia, a Villa Pamphili a fare i reggicoda di un INCAPACE. Lasciatelo solo col codazzo dei suoi RUFFIANI. Solo cosi’ accellerererte la sua morte politica !
    Accetti VOTO e RESPONSI del PARLAMENTO !

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