Comunità rossa del Forteto, il pm: “Ho pianto scoprendo quello che hanno fatto ai bambini”

lunedì 22 giugno 12:42 - di Carlo Marini

“La vicenda dibattimentale è iniziata il 4 ottobre 2013. Io sono entrata nel processo alla fine delle indagini preliminari. Ho partecipato alla redazione di avviso di conclusione delle indagini preliminari”. Ricordo “l’estate del 2012 come quella in cui ho le gli atti e le carte e l’ho passata spesso piangendo. Da sola nella mia stanza quando leggevo gli atti che riguardavano bambini mandati al Forteto. Atti, spesso del tribunale per i minorenni. Più brevi e meno motivati dei miei decreti di sequestri di droga relativi a ignoti indagati”. Lo ha detto il sostituto procuratore presso il Tribunale di Firenze, Ornella Galeotti. Il magistrato è intervenuto in Commissione parlamentare di inchiesta sui fatti accaduti presso la comunità “Il Forteto”. “Il processo del Forteto ha attraversato la vita del mio ufficio e del tribunale di Firenze in maniera insolita per un processo che non riguarda l’area Dda”, ha sottolineato Galeotti. “Il tribunale di Firenze ha assicurato il massimo dello sforzo e siamo riusciti ad arrivare in fondo, nonostante una serie di turbative importanti, gravi e difficili da neutralizzare”.

“Per trent’anni lo scandalo pedofilo in Toscana è stato coperto”

“Come ho detto anche in aula, in Toscana per 30 anni si è assistito alla sospensione di tutte le regole e le leggi in questa materia”. Nel corso dell’audizione Galeotti ha inoltre sottolineato che i “servizi sociali avvisavano prima di andare”. E che “non c’era nessun tipo di controllo istituzionale”. Il motivo? Perché il Forteto era solo una cooperativa agricola. Non era una casa famiglia, né un istituto per minorenni”. Ma “nei confronti del Forteto nessuno ha sollevato una sola questione”, ha proseguito.

Scandalo rosso del Forteto: le verità nascoste

Il Forteto nasce negli anni ’70 dalla spinta ideologica del ’68. L’idea di una vita comunitaria a contatto con la terra e la natura si è trasformata presto in un luogo dove si sono commesse le peggiori angherie. Bambini con situazioni difficili affidati dai magistrati e poi abusati. Non si parla solo di abusi fisici, ma anche psicologici e sociali che hanno coinvolto anche le persone entrate in buona fede per lavorare e scappate per disperazione. E pensare che per anni le istituzioni della sinistra l’hanno incensata presentandola come un esempio. Il Forteto è stata una vera e propria setta.

Il guru Fiesoli, pluricondannato

Rodolfo Fiesoli (nella foto), 78 anni, fondatore della comunità ”Il Forteto”, al centro di varie inchieste per maltrattamenti e violenza sessuale, è stato condannato a pene che complessivamente superano i venti anni di reclusione. La comunità è sempre stata sostenuta (e coperta) dalla sinistra toscana, tanto da avere fino a qualche tempo fa anche uno stand alla Feste dell’Unità fiorentine.

Commenti

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  • GIORGIO MARIA BORGATO 23 giugno 2020

    ma Di Maio , che su Bibbiano ha preso voti col suo impegno a far emergere la verità , li legge i giornali odierni , le sentenze , i testi delle indagini . . Brutto porco , ‘mai col partito di Bibbiano’ , quando la poltrona traballa i bambini possono farsi fottere . Di Maio , sei una merda .

  • Giuseppe Forconi 23 giugno 2020

    Incredibile, la pedofilia e’ un male che andrebbe curato in due modi, o un colpo di una buona 45 automatica in fronte oppure un netto taglio per tutte le inutili suppellettili che hanno fra le gambe. Nel secondo caso dopo il taglio, devono essere impiegati come sguatteri di cucina nelle istituzioni dove hanno operato e fatto danni, naturalmente gratuitamente.
    In tema, ci sarebbe da aprire anche una parentesi tra il clero.

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