Zone rosse escluse dagli aiuti, rissa M5S-Pd e Regioni in rivolta

giovedì 21 maggio 16:48 - di Lucio Meo

Malumori nel M5S e tra i governatori per l’esclusione di molte città, ex zone rosse, dal Fondo di 200 milioni previsto dal decreto rilancio, che ha subito una ulteriore correzione dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. A dare sfogo al malcontento (diffuso) della truppa grillina è il deputato campano Generoso Maraia, che in un post su Facebook si dice dispiaciuto per l’accaduto.

La protesta per l’esclusione delle zone rosse

In particolare per la penalizzazione subita dal sud: “Qualcuno in seno alla maggioranza non avrà gradito che il M5S rivendicasse da solo questo risultato e si è attivato per cancellare quello che noi abbiamo scritto. Qual è la finalità di tutto questo? Consiste nella possibilità, per chi in questa fase non è riuscito a mettere il cappello, di presentare un emendamento che ricomprenda Ariano e casomai anche i comuni con 3 giorni di zona rossa. Un vero e proprio schifo al quale mi opporrò in Parlamento per ottenere l’articolo così come è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale e senza alcuna correzione”. Nel M5S si punta il dito soprattutto contro il Partito democratico.

Il centrosud in rivolta per le zone rosse

In un video, pubblicato sempre su Fb, Maraia rincara la dose: “Sono incazzato perché è avvenuto qualcosa di assurdo. Ho parlato poco fa con Luigi Di Maio, ho avuto modo di parlare anche con il premier Conte, per capire cosa è successo. Mi hanno spiegato che quello che è accaduto ha qualcosa di più unico che raro, e si lega alle procedure utilizzate per l’approvazione dei decreti. Ci sono cavilli su cui alcuni, nella maggioranza, si sono appigliati, pur di escludere questi comuni. Ma sia Di Maio che Conte mi hanno assicurato che non c’è nessuna volontà di escludere i comuni del centro sud”.

Maraia chiede dunque di ripristinare il testo originario: “Non mi arrendo: presenterò un emendamento alla Commissione Bilancio per far recepire il testo com’è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il giorno 19, senza la correzione avvenuta il giorno successivo”.

La protesta di Zaia e De Luca

Anche il Veneto, però, è sul piede di guerra. “Non abbiamo solo Vo, ma anche Treviso, Venezia e Padova. Sono tutte zone rosse istituite l’8 marzo che arrivavano in coda ai 10 comuni del Lodigiano. Dopo 24 ore da quell’8 marzo tutta Italia diventa zona rossa ma nessuno ha revocato le nostre zone rosse. Tutte poi sono state revocate il 13 di aprile. Ma, magia… sono sparite tutte le zone rosse del Veneto e sono rimaste quelle di Lombardia ed Emilia Romagna. Ed è imbarazzante vedere quello che sta accadendo: cioè le zone rosse del Veneto sono state escluse dagli aiuti previsti nel decreto, i 200 mln di euro”. E’ duro il j’accuse del presidente del Veneto Luca Zaia che ha annunciato quindi “noi abbiamo dato l’incarico al professor Bertolissi per ricorrere al Tar e alla Corte Costituzionale perché il decreto va buttato nel cestino e riscritto. Andiamo davanti a chiunque perché questo decreto e’ offensivo per i veneti”.

Zaia ha spiegato che “c’e’ stato prima un dibattito per la dimenticanza delle zone venete rosse, poi una prima stesura rispettosa delle nostre rimostranze che poi è diventata legge una legge in maniera irrituale, e i giuristi dicono di non aver mai visto una cosa del genere, e che è finita in Gazzetta con un nuovo testo dove noi siamo scomparsi”, ha stigmatizzato.

Campania in rivolta contro il governo

Protesta anche la Campania. “Incredibile decisione da parte del Governo. E’ sconcertante che si sia solo immaginato di escludere le ex zone rosse (Vallo di Diano, area Ariano Irpino) dal Fondo dedicato alle aree colpite gravemente dell’emergenza Covid”. Lo dichiara il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca. “Chiediamo – aggiunge – che si corregga immediatamente questa disposizione da parte del Governo”.

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