“Zingaretti-Montalbano sono”, lo strano silenzio sulle mascherine mai arrivate alla regione Lazio

giovedì 7 maggio 11:39 - di Maurizio Gasparri
Zingaretti

Dopo una lunga e accurata indagine, Zingaretti è stato scagionato dallo scandalo mascherine grazie all’ineffabile intuito del commissario Montalbano. Battute a parte, è scandaloso il silenzio che sta accompagnando l’inchiesta sulla commessa di mascherine mai arrivate alla regione Lazio. Una sorta di immunità “mediatica” per cui a Zingaretti tutto è consentito. E chissà che il legame fraterno, in fondo, non c’entri qualcosa. D’altra parte, chi può escludere a priori che Walter Veltroni a suo tempo non abbia favorito l’ascesa di Zingaretti, dapprima alla Provincia di Roma e poi ad altri incarichi, perché fratello del più noto ed apprezzato attore? Veltroni è sempre stato molto sensibile al cinema e quindi non ci sarebbe nulla di strano se la sua sia stata una scelta più estetica che politica.

Zingaretti, untouchable per meriti “fraterni”?

Da allora, resta il fatto che Zingaretti politico ne ha fatta di strada. Anche grazie a una dose massiccia di sfacciata fortuna che lo immunizza da ogni accusa. Arrivano le vicende di mafia-Capitale, che poi non era mafia ma soltanto corruzione, ma Zingaretti è sfiorato  solo lievemente dall’inchiesta. Tanto da rendere una testimonianza imbarazzante nel corso del processo senza che nessuno osasse ribattere nulla. Tutto viene poi scaricato su una figura secondaria, una specie di segretario-capo di gabinetto, che rimedia peraltro una lieve condanna. Adesso arriva l’inchiesta sulle mascherine, milioni di euro spesi presso una ditta che non appariva assolutamente in grado di assolvere alle funzioni per le quali si era proposta. Ma l’untouchable Zingaretti invece di finire sotto indagine, ribalta la situazione e fa addirittura un esposto a seguito del quale molto probabilmente gli daranno pure ragione e forse un premio oscar.

Il governatore fu risparmiato dalla gogna di “Mafia capitale”

Si vede che Zingaretti è molto apprezzato non solo da Veltroni, ma anche dalla Procura della Repubblica di Roma, forse condizionata di riflesso dalle gesta del fratello che interpreta un personaggio divenuto quasi reale. In Italia abbiamo quindi il commissario Montalbano che spopola in tv e il vice-commissario Montalbano-Zingaretti che guida il Pd, non si sa verso dove, e presiede la regione Lazio. Ed allora, giù le mani delle procure da Zingaretti-Montalbano. Inutile dire che se ci fosse stata una giunta di centrodestra sarebbero arrivati i “cellulari” alla sede della regione.  E non i telefoni con i trojan dentro, ma proprio i camion della polizia penitenziaria per arrestare tutti in base a un semplice sospetto.

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