Uccise un agente di 24 anni, grazie al governo ora è in libertà anche lui. Il Sappe: “Vergogna!”

9 Mag 2020 12:37 - di Luciana Delli Colli
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Nel 1994 uccise l’agente della Penitenziaria Carmelo Magli. Oggi, grazie alle norme anti-Covid volute dal governo, è in libertà. Suscita sdegno la scercerazione di Francesco Barivelo, uno degli esecutori materiali dell’omicidio, che, dopo essere uscito dal carcere di Sulmona, non è sottoposto neanche all’obbligo del braccialetto elettronico. “Altro che certezza della pena! Lo Stato abdica al suo primario compito di assicurare la giusta pena a chi uccide”, ha commentato il segretario generale del Sappe, Donato Capece, dando voce all’indignazione e allo scoramento dei colleghi (e non solo), a partire da quelli in servizio nel carcere di Taranto, dove lavorava Maglie e che oggi porta il suo nome.

Il brutale assassinio di Carmelo Magli

Magli aveva 24 anni e una bambina piccola quando lo crivellarono di colpi, lasciandolo morire sul ciglio della strada. Stava tornando a casa dopo essere smontato dal turno serale, proprio per andare dalla bimba che aveva la febbre. La criminalità organizzata pugliese, però, decise di farne carne da macello a scopi intimidatori. Contro i clan locali era in corso il processo “Ellesponte”, i boss decisero di dare un segnale uccidendo il primo agente che fosse uscito dal carcere. In tre furono condannati all’ergastolo, ma “oggi uno di loro è tranquillamente è in libertà, nonostante anche Carmelo sia stato riconosciuto dal Ministero dell’Interno “Vittima del Dovere” ed insignito della Medaglia d’Oro al Merito Civile alla Memoria”, ha ricordato Capece.

Lo sdegno del Sappe per le scelte del governo

“È una vergogna che un assassino sia a piede libero. Altro che onestà e promesse delle campagne elettorali. Le scelte in materia penitenziaria di questo governo – ha sottolineato Capece – sono gravi e offensive delle vittime della criminalità e dei loro parenti, che piangeranno sempre i familiari uccisi! Mi appello al Capo dello Stato, Sergio Mattarella, affinché – ha spiegato il segretario del Sappe – chi si è reso responsabile di crimini efferati ed è stato giudicato colpevole e condannato all’ergastolo sconti la sua pena in galera”. Sul caso sono intervenuti anche i deputati di FdI Carolina Varchi, capogruppo in commissione Giustizia, ed Emanuele Prisco, capogruppo in Affari costituzionali. “FdI – hanno detto – esprime sdegno per l’ennesima vergognosa scarcerazione motivata con il rischio del Covid-19. Una vicenda gravissima, un insulto alla vittima e ai suoi famigliari. Ai parenti, ai colleghi e agli amici di Carmelo Maglio giunga la nostra sincera solidarietà”.

Commenti

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  • biagio 10 Maggio 2020

    Ventisei anni per un omicidio, sono sono troppi, nella Repubblica delle banane (l’italia) stragisti di destra e di sinistra senza escludere quelli assoldati dai servizi deviati, condannati a svariati ergastoli, sono stati scarcerati da tempo.
    Perché accanirsi contro persone che sono state rieducate nelle patrie galere.