The Donald punta tutto sul vaccino subito. Per bastonare Xi Jinping e poi battere Biden

sabato 16 maggio 15:51 - di Tano Canino
The Donald

The Donald vuol vincere la corsa al vaccino. Per bastonare la Cina e per vincere, poi, le elezioni. Trump prova ad allontanare le critiche europee e conferma che gli Stati Uniti lavorano insieme ad altre Nazioni per sviluppare un farmaco capace di prevenire e fermare l’infezione da coronavirus. In realtà corre in solitaria. Perché il vaccino assume di già un connotato assai più politico che terapeutico. E diventa anche una moderna versione di quella che negli anni cinquanta e sessanta fu la corsa allo Spazio. Con la differenza che stavolta a competere con gli americani non ci sono i trinariciuti comunisti dell’ex Urss, ma la più complessa e pericolosa volontà di potenza e di espansione di Xi Jinping. Qualunque risorsa e qualunque mezzo pur di battere i cinesi che sembravano in vantaggio, è l’ordine veicolato dall’amministrazione. Perché è chiaro che la più immediata disponibilità del vaccino segnerà probabilmente la nuova supremazia continentale.

The Donald capisce che il vaccino vale la rielezione

Ma anche qualunque mezzo per arrivarci prima degli altri. Per vincere nuovamente le elezioni. Dal roseto della Casa Bianca, alla presenza di molti funzionari dell’amministrazione bardati di mascherine, Trump manifesta perciò la certezza di un vaccino pronto entro l’anno. A fine settembre, azzarda. E garantisce che farà di tutto perché sia rapidamente distribuito alla popolazione. Lo sforzo dell’amministrazione è massimo. Da quanto trapela, il governo Usa ha già ridotto a 14 il numero dei potenziali vaccini attualmente in lista. E mentre Trump pungola i suoi, i democratici cercano una strategia capace di far uscire il loro candidato, “sleepyJoe Biden , dal cono d’ombra in cui è finito. Trump sa bene che proprio il vaccino è l’arma migliore che ha a disposizione anche per  rintuzzare l’attacco che gli arriva dagli Obama e dai loro influenti supporter. L’ex presidente è tornato in campo perché ha capito che Biden rischia di restare al palo, nonostante la gravissima crisi economica, se The Donald, prima del voto di novembre, potrà sbandierare l’arrivo del vaccino. L’interesse politico prima della salute: lezione di democrazia a stellestrisce.

 

 

 

 

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