“Sicura ed efficace”: i medici Usa puntano sulla terapia al plasma. E ringraziano i colleghi italiani

lunedì 25 maggio 19:10 - di Redazione
plasma

“Ci crediamo molto”; “È sicura”; “I dati ci inducono a pensare che sia efficace”. Negli Stati Uniti le autorità sanitarie stanno investendo nella terapia al plasma e hanno ottenuto anche il benestare della Food and drug administration, “di norma sempre rigida su ogni forma di nuova terapia”. A svelare che il trattamento così discusso in Italia è invece sperimentato con convinzione oltre oceano è stato il professor Alessandro Santin, dirigente del Disease Aligned Research Team Cancer Center dell’Università di Yale.

Già 15mila pazienti trattati col plasma

“Negli Usa crediamo molto alla terapia con il plasma. Al momento abbiamo trattato, nelle ultime 6 settimane, circa 15mila pazienti con il plasma ottenuto da pazienti convalescenti. I dati sui primi 5mila hanno dimostrato come l’infusione del plasma si sia rivelata sicura”, ha detto il professore nel corso della diretta Facebook di Regione Lombardia per fare il punto sull’emergenza sanitaria. “In questi primi 5mila pazienti – ha spiegato Santin – abbiamo visto che gli effetti collaterali si sono visti in meno dell’1%. Siamo molti tranquilli che questo tipo di terapia sia sicuramente sicura. E stiamo investigando rispetto ai casi controllo, cioè nei pazienti che non hanno ricevuto il plasma, comparati con chi lo ha ricevuto. Così – ha spiegato il professore di Yale – potremo capire se quello che abbiamo ipotizzato, ossia l’efficacia della terapia, abbassi la mortalità”.

Il supporto attivo della Food and drug administration

Santin ha chiarito che “i dati preliminari ci inducono a pensare che questo tipo di terapia sia efficace. Però i 15mila pazienti finora sono stati trattati su forma compassionevole, si tratta di quei pazienti che hanno contratto forme severe o sono intubati. Senza avere un braccio di controllo randomizzato, dobbiamo basarci su quello che vediamo”. Santin ha inoltre ricordato che “questo tipo di approccio è supportato e approvato dalla Fda, di norma sempre rigida su ogni forma di nuova terapia. In questo caso specifico la Fda non solo ne ha approvato l’uso, ma ha contattato tutte banche del sangue americane e chiesto all’American Red Cross di coordinare la raccolta del sangue e la distribuzione i tutti gli ospedali americani”.

Il professore di Yale: “A Pavia e Mantova colleghi pionieri”

“Al momento – ha fatto notare Santin – non abbiano vaccini e terapie mirate antivirali efficaci contro il coronavirus. Siamo in una situazione di emergenza e l’immunizzazione passiva, cioè l’uso di plasma di pazienti convalescenti, ricco in anticorpi neutralizzanti contro il coronavirus, rappresenta una terapia che possiamo utilizzare in maniera immediata nei pazienti che sviluppano formi gravi e che, se non trattate, possono portare alla morte”. Quanto al lavoro svolto dal San Matteo di Pavia e dal Poma di Mantova, Santin ha commentato: “I colleghi sono stati pionieri in Italia di questo trattamento”. Quindi ha rimarcato: “I dati del protocollo non sono ancora pubblicati, ma so che dovrebbero essere pubblicati a breve. Auspico che questo trattamento, in Italia come in America, possa essere reso disponibile immediatamente in tutti gli ospedali che trattano pazienti con forme gravi della patologia”.

Commenti

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  • GIORGIO MARIA BORGATO 26 maggio 2020

    MA CHI è LO STRONZO DI REDAZIONE CHE HA EVITATO PER TUTTO L’ARTICOLO SUL PLASMA IPERIMMUNE DI CITARE IL PROF. DE DONNO ?
    HA FATTO IL NOME DI SANTIN PER SVARIATE VOLTE COME SE FOSSE SUA L’IDEA DELL’USO DEL PLASMA IPERIMMUNE . QUESTO TIPO D’INFORMAZIONE è DEVIANTE E RIDUCE AL RUOLO DI ‘PIONIERI’ I REPARTI ITALIANI DOVE INVECE SONO STATE TRATTATE E CURATE CENTINAIA DI PERSONE CON QUESTA MODALITà SOTTO LA RESPONSABILITA’ DEL PROF. DE DONNO.
    SENZA GIUSTIZIA NON C’E’ VERITA’ .

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