«Siamo tutti con te», spunta l’inquietante sms di Palamara a Patronaggio nei giorni della Diciotti: Salvini è circondato

mercoledì 27 Maggio 12:00 - di Martino Della Costa
BeFunky-collage con foto Ansa di Palamara (a sinistra) e Patronaggio

«Carissimo Luigi, ti chiamerà anche Legnini, siamo tutti con te». È il 24 agosto del 2018 e l’allora consigliere del Csm Luca Palamara, coinvolto nell’inchiesta di Perugia, scrive al Procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio: il pm che ha indagato l’ex ministro Matteo Salvini nell’ambito dell’inchiesta sugli sbarchi a Lampedusa. In quei giorni, come noto, Patronaggio apriva un fascicolo per sequestro di persona contro ignoti sul pattugliatore Diciotti che era fermo in rada da giorni con a bordo centinaia di migranti. Salvini verrà iscritto nel registro degli indagati all’indomani.

«Siamo tutti con te», l’sms di Palamara a Patronaggio

Poche ma significative parole, concentrate in un sms di fuoco che ricostruisce nitidamente il clima rovente di quei giorni. Giorni in cui è in atto l’accerchiamento politico e giudiziario ordito intorno a Matteo Salvini. Come scrive Libero in queste ore, non a caso, «la data è significativa: le 16.45 del 24 agosto 2018, come riporta il Fatto quotidiano. Palamara e Legnini (all’epoca ancora vicepresidente del Csm) esprimono il loro appoggio totale al procuratore che stava indagando sul ministro degli Interni per il caso Diciotti. “Il giorno successivo – ricorda ancora il Fatto –, quando sarà a Roma per interrogare i funzionari del Viminale, Salvini che è ministro dell’Interno, sarà indagato”. Interpellato dal Fatto, Legnini smentisce: “Non ne ho alcun ricordo e comunque mai ho parlato con Patronaggio di indagini penali».

Sono i giorni del caso Diciotti: Salvini è circondato…

Non solo. Politica e opinione si spaccano sul caso Diciotti. La temperatura polemica sale vertiginosamente in quei giorni. Arriviamo al 12 settembre, quando il Procuratore riceve un altro sms. È sempre Palamara a scrivere: «Carissimo Luigi ti sono vicino, sii forte e resisti siamo tutti con te, un abbraccio». L’altra intercettazione è del 20 maggio 2019, quando Patronaggio sequestra la nave Ong Sea watch 3. E Salvini, allora ministro dell’Interno, intervenendo nella trasmissione di Giletti, prova a difendersi dalle ingerenze e dagli attacchi della magistratura, e dal talk de La7 dichiara: «Se vuole fare il ministro dell’Interno si candidi alle prossime elezioni». Quel giorno Patronaggio scrive a Palamara, e ad altri esponenti della magistratura, per dare «alcune precisazioni sulla Sea watch 3». E spiega che «la Procura di Agrigento ha coordinato le indagini solo dopo che il la Gdf e la Guardia costiera di iniziativa sono salite a bordo e hanno proceduto al sequestro della nave». E che la Polizia giudiziaria «sta valutando rilievi penali della condotta della ong i cui rappresentanti già oggi verranno iscritti nel registro degli indagati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina».

Patronaggio anticipa via sms l’iscrizione dei futuri indagati

Dunque, come sottolinea sempre Libero, «Patronaggio anticipa ai colleghi, via sms, un atto d’indagine: l’iscrizione dei futuri indagati. Pochi minuti dopo, la notizia diventa di pubblico dominio con un’agenzia Ansa». Ma quei messaggi, spiegherà poi il procuratore siciliano, avevano un solo fine: “Che la discussione avvenisse con criteri tecno-giuridici corretti”. Ora, interpellato dal Fatto, Patronaggio commenta commenta così: “Ricordo solo sms ricevuti e inviati a carattere istituzionale nell’interesse di una corretta informazione»…

 

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