Riaperture tra regioni, è caos. Boccia: «Dal 3 giugno? Potrebbe servire più tempo»

lunedì 25 maggio 13:49 - di Redazione

Fase 2, nel governo regna la confusione. Il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia frena sulle riaperture dei confini fra le Regioni dal 3 giugno. In teoria tutto dipenderà dal monitoraggio effettuato dal ministero della Salute, a partire dai dati su contagi, prevenzione territoriale, tamponi e terapie intensive, che settimanalmente verranno inviati dalle stesse Regioni. E gli spostamenti interregionali dovrebbero essere consentiti solo tra Regioni che hanno un uguale livello di rischio (la classificazione è alto, moderato e basso). Ma il ministro avverte: “Per lo ‘sblocco’ della mobilità tra Regioni, faremo le nostre valutazioni: non è detto, ma potrebbe diventare inevitabile prendere tutto il tempo che serve”, ha detto a ‘la Stampa’.

Boccia ha spiegato che “non dobbiamo dimenticare che siamo ancora dentro il Covid 19 e dunque chi alimenta una movida sta tradendo i sacrifici fatti da di milioni di italiani”. Secondo il ministro agli Affari regionali, “era prevedibile, in qualche modo, che dopo due mesi di Paese chiuso, la gente uscisse e si mettesse, non solo metaforicamente, a correre. Basta guardare in questi giorni i bambini, io penso a mia figlia, che corrono all’impazzata, senza una meta, con una gran voglia di libertà, ad abbracciare la natura e si spera presto anche gli amici.

 

 

“Cosa ben diversa sono gli assembramenti di alcune movide”, che potrebbero rinviare la fase 3. “Tra l’altro coloro che trasgrediscono le regole di convivenza, tradiscono i sacrifici che loro stessi hanno fatto. Per non parlare degli operatori sanitari, o degli italiani che non ci sono più. Che senso ha bruciare tutto per una notte da movida? Sinora abbiamo usato il metodo del buon padre di famiglia, un po’ di bastone e un po’ di carota: ha funzionato. Ma attenti ad un eccessivo allarmismo: stiamo parlando di una minoranza”.

 

Sulle decisioni del sindaco di Napoli de Magistris di predisporre un’ordinanza di ulteriore apertura rispetto a quella restrittiva del presidente De Luca, Boccia ha detto: “In questa nuova fase abbiamo dato autonomia e responsabilità ai territori dentro linee guida molto chiare. Nella fase precedente le Regioni potevano ‘stringere’ rispetto alle linee governative, ora abbiamo capovolto quella impostazione e per fare tornare a vivere il Paese, i territori possono chiudere ma anche aprire. Ma ci vuole collaborazione. Il governo continuerà a monitorare e, se dovesse servire, potremmo decidere di intervenire. Perché noi abbiamo dato a loro la facoltà di organizzare la ripartenza, ma non abbiamo detto: dovete aprire, ma semmai potete aprire. Se il Presidente della Regione Campania De Luca ha predisposto un’ordinanza restrittiva, quella ordinanza va rispettata, su questo non si discute”.

 

 

 

Commenti

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  • Regisbest 25 maggio 2020

    Ma basta!! Io abito in piemonte ,non vedo perche’ non posso spostarmi per una camminata in Montagna in Valle d’Aosta…l importante e’ non creare ASSEMBRAMENTI…..ma quello puo’ succedere anche tra abitanti della stessa regione…..Komunisti lasciateci vivere!!!!

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