Quarantena, scattano i ricorsi per le multe assurde: team di legali in campo a Napoli

4 Mag 2020 14:41 - di Redazione

Si calcola che siano oltre 500mila le sanzioni comminate finora, in tutta Italia, ai cittadini che hanno violato le disposizioni sulla quarantena da coronavirus. Migliaia in tutte le Regioni  italiane, quasi tutte elevate da polizia stradale, vigili o Guardia di Finanza, per motivi in gran parte dei casi condivisibili.

Non sono mancate però le multe “assurde” o considerate ingiuste dai media e dagli stessi cittadini, con alcuni casi che hanno fatto molto discutere. In tanti casi, però, anche in Campania, come nel resto d’Italia, le sanzioni “ingiuste” o frutto di “equivoci” con le forze dell’ordine, sono passate sotto silenzio. Con grave danno economico a persone già in difficoltà economiche a causa del lockdown per multe che si aggirano, tuttora, tra le 300 e i 1000 euro.

Iniziata la fase 2 dell’emergenza da Covid-19 e il pool di Cartella no problem (www.cartellanoproblem.it), capitanato dal dottor Giuseppe Pedersoli, si attiva per difendere i cittadini. Chi ritiene di aver subito una sanzione ingiusta, può difendersi con uno “scritto difensivo”.

Gli esperti di cartella no problem chiedono poco più di un rimborso spese per redigere ed inviare le memorie difensive all’autorità che ha notificato la “multa” (Polizia Municipale, Polizia Stradale, Carabinieri).

“C’è una gran confusione normativa tra Dpcm del Governo e Ordinanze della Regione, spesso il cittadino si trova in difficoltà e non riesce a motivare la propria uscita al pubblico ufficiale che chiede spiegazioni. E’ sufficiente inviare una mail a info@cartellanoproblem.it per avere chiarimenti dagli esperti. Soltanto in un secondo momento si potrà decidere se affidare la propria difesa”, spiega il dottor Pedersoli.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • avv.alessandro ballicu 4 Maggio 2020

    l’unico modo per sperare di annullare quelle sanzioni amministrative ( peraltro fondate su norme certamente anticostituzionali, specie contro l’art. 13 ma, se nessun giudice lo rileva, purtroppo sono valide) è impugnarle nanti il giudice di pace.
    mandare memorie in autotutela, all’ente che le ha inflitte e/o impugnarle prefetto non ha alcuna possibilità di vittoria, posto che il prefetto solitamente avalla qualunque errore delle forze dell’ordine.
    purtroppo per fare causa al giudice di pace, si paga l’iscrizione a ruolo e poi si incardina una causa civile che durerà alcuni anni, con esiti incerti , come sempre in italia