Palamara “scudo” per la sinistra contro le inchieste che colpivano a destra?

giovedì 28 Maggio 11:22 - di Maurizio Gasparri

Leggere le intercettazioni del pm Palamara si sta rivelando molto istruttivo. Non solo ci descrivono la galassia di rapporti che il magistrato aveva tessuto nel corso degli anni con personaggi di ogni tipo, ma mette in luce soprattutto un allarmante sistema di potere che aveva il suo fulcro nell’ex presidente dell’Anm e quell’inquietante intreccio tra magistratura e politica che ha condizionato la storia del Paese.

Dai verbali apprendiamo, ad esempio, che secondo Palamara l’ex Procuratore della Repubblica di Roma, Pignatone, «prima gli parava il c…» e poi non più. Le espressioni usate sono molto dirette e volgari, ed è bene che si faccia completamente chiarezza su quello che intendesse dire. A cosa si riferiva esattamente, Palamara? Alludeva a un atteggiamento protettivo della Procura di Roma e di Pignatone nei confronti dell’allora vertice del Pd? Da quello che si legge, il soggetto di riferimento era l’ex segretario del Pd, Matteo Renzi. E d’altra parte poi ci sono molte altre affermazioni interessanti che dimostrano quale sia il rapporto tra Palamara, Pignatone e il Pd. Sembra, poi, che Palamara sia stato anche sul punto di candidarsi alle elezioni con quel partito.

Un’ipotesi che si stava concretizzando al punto tale che lo stesso Pignatone, da quanto si legge nei virgolettati delle intercettazioni, esprime attenzione verso questa ipotesi. Del resto ci sarà pure una ragione per cui a Roma il Pd è sfuggito a tante inchieste. C’era un rapporto  tra Zingaretti, la sinistra romana e la Procura della Repubblica di Roma? Era Palamara il punto di contatto? E quale è stato il ruolo di Pignatone in quel contesto? Sono fatti inquietanti sui quali è bene fare chiarezza, anche attraverso iniziative parlamentari, visto che assumerle presso l’autorità giudiziaria a questo punto sembra essere del tutto inutile.

Cane non morde cane, e la magistratura  sa essere un mastino solo con chi dice lei. Ciò non toglie che bisogna scoperchiare definitivamente lo scandalo che investe il Pd, Renzi, Lotti, Zingaretti, Palamara e Pignatone. Palamara è solo lo snodo di tutte queste vicende, ma non è l’unico protagonista e non può essere lasciato da solo a pagarne le conseguenze. Anche l’ex Procuratore della Repubblica di Roma deve spiegare molte cose. Ci sono alcune vicende sospese che riguardano immobili, affitti e questioni varie sulle quali tornare e che dovranno essere riviste con trasparenza.

Commenti

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  • Giuseppe Forconi 29 Maggio 2020

    Che vergogna sentirsi italiano… ma forse sarebbe il caso di dire che dovrebbero essere loro a vergognarsi non essendo italiani. Pussa via che se ne vadano.
    I topi di fogna sono piu’ puliti.

  • Cervohold 29 Maggio 2020

    E’ inutile illudersi, o si ha la forza di fare veramente tabula rasa e di svegliare la “bella addormentata”, o il super potere micidiale delle procure comuniste distruggerà tutti gli avversari…….Berlusconi docet………..
    Il PD andrebbe messo fuorilegge come la mafia, ma non sarà mai possibile, controlla infatti tutte le Istituzioni e i gangli vitali dello Stato, li ha occupati metodicamente negli ultimi 40 anni; i fascisti rossi hanno utilizzato la Magistratura militante per eliminare ogni contropotere democratico.