Palamara, in arrivo nuove azioni disciplinari dalla Procura generale della Cassazione

martedì 26 maggio 18:51 - di Redazione

Il 22 aprile scorso sono pervenuti dalla Procura generale di Perugia “ulteriori atti del procedimento penale” a carico di Luca Palamara. Atti “la cui valutazione è indispensabile ai fini delle considerazioni conclusive sulle azioni disciplinari già esercitate e sulle eventuali nuove azioni da assumere”.

È la Procura generale della Corte di Cassazione a rivelare che la questione Palamara non finisce certo qui.

“Il materiale processuale è composto da un notevole numero di atti – spiega la Procura – tra cui diverse decine di migliaia di sms e chat in larga parte di contenuto estraneo all’oggetto delle procedure”.

Per il celere esame di quegli atti è stato costituito un apposito gruppo di sostituti procuratori generali.

La Procura Generale assumerà le sue determinazioni conclusive non appena sarà completato il lavoro. E ciò in tempi molto brevi”.

La Procura generale della Cassazione ricorda di avere “già esercitato l’azione disciplinare nei confronti del dottor Luca Palamara, per il quale è stata chiesta e ottenuta la misura cautelare della sospensione dalle funzioni e dallo stipendio, confermata dalle Sezioni unite civili della Corte di Cassazione in data 15 gennaio 2020”. E di avere anche “esercitato l’azione nei confronti dei componenti del Consiglio superiore della magistratura poi dimessisi, Corrado Cartoni, Paolo Criscuoli, Antonio Lepre, Gianluigi Morlini e Luigi Spina“.

“Questa è una sorta di nemesi storica. E purtroppo si è dimostrato in questi anni che per quanto possano esserci procuratori capo di buona volontà, fare circolari per disincentivare la trascrizione di intercettazioni penalmente irrilevanti non serve a nulla”, riflette, intervistato dal Foglio, Michele Vietti, ex-deputato e vicepresidente del Csm tra il 2010 e il 2014.

“E mai come oggi – aggiunge Vietti – sarebbe il caso di ricordare che le intercettazioni spazzatura restano spazzatura anche quando la spazzatura finisce addosso a qualcuno diverso da te. Vale per i magistrati, vale per i politici e vale anche per i giornalisti”.

Commenti

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  • lamberto lari 27 maggio 2020

    Attenzione……non banalizziamo troppo le intercettazioni definendole “spazzatura”: Questo vuol dire non considerare moralmente e fattualmente che certe frasi, certe affermazioni fatte tra colleghi attinenti ad attività strettamente professionali possano essere totalmente libere nei toni e nei termini che vengono usati. Si vuole sdoganare il linguaggio in riferimento a la specifica attività dei magistrati…questo è inaccettabile. Come sia possibile credere che il frasario “dagli addosso”, “non puoi indagare a sinistra”, ” vediamo di fare la quadra sulla nomina di quella procura piuttosto che in un’altra”, “questa cosa non s’ha da fare, non ti preoccupare ci parlo io” ecc… ce ne sono centinaia, si possono equiparare a colloqui riguardanti una partita di calcio, un allenatore, un’opinione su un amico, commenti sul rapporto con una fidanzata, un’amante, la propria moglie….questi sono argomenti che riguardano il privato e qui sono tollerabili frasi variopinte con toni accesi e termini fuori dalle righe tipiche del linguaggio a volte folcloristico del nostro popolo. Ma quando tutto ciò riguarda la tua attività di giudice, il tuo lavoro, i tuoi rapporti di relazione professionale, le tue opinioni su un collega piuttosto che di un superiore, di un collega, di una persona che ricopre un ruolo istituzionale, dal più piccolo al più alto, passando anche per il cittadino comune che devono essere protetti e salvaguardati da pregiudizi e preconcetti….perché tu giudice sei il loro scudo la loro difesa, sei colui che ne garantisce un giudizio imparziale, come è concepibile non richiamarti sempre, sempre, sempre, ad obblighi deontologici nei modi e nelle espressioni verbali e scritte. A nulla serve gridare al lupo, al lupo…le intercettazioni, ma i lupi siete voi cari signori senza più un barlume di pudore, mi fate schifo e sono certo che fate schifo pure ai vostri colleghi a quelli onesti nel cuore e nell’animo che vessate del pari dei cittadini. Siete indifendibili…..anzi no, siete difendibili solo dai vostri pari, ma ora il giochino si è rotto!!!

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