Meloni: domani attenzione alle multe perché nessuno ha capito chi può fare cosa

domenica 3 maggio 17:12 - di Redazione

Domani parte la cosiddetta “Fase 2”, ma nessuno ha capito esattamente chi può fare cosa. Lo scrive su Fb Giorgia Meloni alla vigilia della “ripartenza”. “Aspettiamo che il governo interpreti se stesso e che delle circolari interpretative scritte da gruppi di esperti spieghino i DPCM scritti da altri gruppi di esperti”.

“Nel frattempo – conclude Meloni – domani nessuno può escludere di beccarsi una multa per aver fatto qualcosa che nessuno sa dire se poteva fare oppure no. Ma non ditelo in giro, perché chi critica la confusione del governo è un cattivone irresponsabile. Tutti muti e domani incrociate le dita.

Giorgia Meloni non è la sola ad esprimere dubbi sulla fase 2. Lo ha fatto anche il virologo Andrea Crisanti, direttore del laboratorio di microbiologia e virologia dell’Università-azienda ospedaliera di Padova, ospite di ‘Mezz’ora in più’ su RaiTre.

I dubbi del virologo Crisanti

“La macchina – ha detto Crisanti – si è messa in moto senza una valutazione del rischio. Questo è il vero problema. C’è stata una apertura a tentoni. Il Piemonte e la Lombardia sono diverse dalla Calabria e dalla Sardegna. Mi preoccupa che il Governo non ha nessun elemento a priori per calcolare il rischio e se il motto è ‘vediamo che succede’ sono preoccupato che non ci siano strumenti per analizzare e abbassare questo rischio”.

In pratica Crisanti avrebbe preferito riaperture mirate sulla base della curva dei contagi nei territori. Cioè lo stesso rilievo fatto a Conte dalla leader di FdI. “Io avrei cercato di capire quanti sono i casi Regione per Regione – ha aggiunto Crisanti – facendo emergere l’iceberg dei casi sommersi, ovvero le persone che non riescono ad avere una diagnosi e che rimangono a casa. Il rischio dipende da come sono distribuiti questi casi sul territorio”.

I rilievi di Massimo Galli

Analoga considerazione è quella di Massimo Galli, direttore del reparto di malattie infettive all’ospedale Sacco di Milano.”E’ evidente che la situazione è diversa da regione a regione e che è clamorosamente mancato, lo abbiamo detto da tempo, l’intervento sul territorio, con qualche eccezione come il Veneto. L’emergenza non è finita, dobbiamo trovare il modo per gestire la riapertura e la convivenza con questo virus. E per questo sono preoccupato che in regioni dove l’epidemia è stata limitata, ci sia stato meno controllo territoriale dei contagi e dei contatti, che ora avrebbe rappresentato un ulteriore elemento di sicurezza”.

Commenti

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  • Cervohold 4 maggio 2020

    Il rischio sanitario è ancora alto, ma bisogna ripartire per non finire in un immenso cimitero economico con danni 10 volte maggiori………….con i risparmi sui mercati polverizzati per il 50% da Febbraio, le imprese e le famiglie senza liquidità, questi Cialtroni pensano a mantenere le scadenze fiscali e contributive e a una possibile patrimoniale su quello che resta del risparmio privato…………….è meglio prepararsi ad azioni eclatanti in Parlamento e nelle piazze.

  • rino 4 maggio 2020

    Prima il governo, sebbene si sapeva dell’arrivo del virus non ha preso provvedimenti preventivi. Poi gli industriali hanno pensato solo agli affari e con “Milano non si ferma” ci hanno messo nei guai. Ora i medici che si spaccciano da esperti di una cosa che non conoscono, dettano regole assurde a un governo che segue sempre i consigli altrui per non prendersi la responsabilità, anche se in Italia nessuno è mai responsabile e nessuna ha mai pagato.
    Il governo deve mediare e pensare che i consigli dei medici sono tendenzialmente pessimisti e tutelano il loro lavoro col fine di limitare gli accessi al pronto soccorso e mandando in rovina l’economia già traballante.
    Ricordo l’epidemia di Asiatica, altra pandemia Made in Cina che passammo negli anni ’60 senza mascherine e divieti e senza tragedie amplificate sebbene fece 20.000 vittime. Io la presi, come molti e sono guarito come molti, senza essere travolti dal governo oltre che dalla malattia.

  • roberto 4 maggio 2020

    Ma scusate, se il DPCM non è legge e comunque non si può aggirare la costituzione se non con una delibera del parlamento di che multe parliamo? sono illegali e quindi non solo non vanno pagate ma chi le verbalizza è passibile di denuncia; illecito, abuso di potere ecc. La libertà di spostamento è sancita dalla costituzione o vale solo per voi politici?

  • Sergio Daniele Pegorini 4 maggio 2020

    La preoccupazione maggiore risiede nei Comitati Scientifici, nelle Task Force che preparano la “Teoria dei Provvedimenti” senza essere affiancati da rappresentanti qualificati delle varie categorie che soli sanno se la Teoria potrebbe funzionare nella pratica quotidiana ed essere anche economicamente sostenibile.

  • fazio 3 maggio 2020

    ho messo la bici in macchina e sono partito da roma, arrivato in provincia di rieti mi hanno fermato e multato perchè li la macchina non si può usare, allora ho preso la bici ma in un comune in provincia di viterbo altra multa perchè la bici è vietata ho cominciato a camminare appena sono entrato nel comune successivo altra multa perchè stavo oltre i 400 metri da casa allora sono entrato in un negozio e ho comprato lucido per scarpe nero mi son dipinto la faccia e le mani e sono tornato indietro ho recuperato la bici, la macchina e durante il tragitto non mi ha fermato nessuno perchè loro possono fare assembramenti, giocare a pallone e nessuno gli dice niente. Questo per farvi capire che con tutte queste ordinanze dello stato, regionali, comunali non ci si capisce un c……..

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