Macrì: il decreto rilancio non basta, il governo garantisca liquidità a famiglie e imprese (video)

sabato 30 maggio 12:53 - di Redazione

Il presidente di Estra e vicepresidente di Utilitalia Francesco Macrì parla in questa intervista dell’emergenza economica e auspica “soldi veri” nel motore dell’economia e rivoluzione contro burocrazia e lentezze amministrative. Utilitalia è la federazione delle aziende che operano nei servizi pubblici.

Emergenza o no, le bollette si pagano. E rappresentano un serio problema per famiglie e imprese. Cosa possono fare le aziende che erogano i servizi pubblici?

Farsi carico del problema come abbiamo fatto, ad esempio anticipando la moratoria sui distacchi delle utenze. Da parte del Governo, l’unica misura concreta ad oggi è nel D.L. Rilancio che stanzia 600 milioni di euro per le partite IVA, 3,7 milioni di utenti che godranno della riduzione della componente fiscale della bolletta, ovvero gli oneri di sistema. Nelle bollette di maggio, giugno, luglio una media di € 70 al mese di risparmio. Misura modesta se si considera l’enorme platea del disagio economico prodotto dall’emergenza.

Dopo l’emergenza sanitaria, la ripresa economica per evitare l’emergenza sociale. Quali proposte?

Premesso che dobbiamo far tenere il sistema economico italiano con azioni protettive ben più poderose di quelle annunciate, noi del sistema utility siamo in grado di assicurare investimenti e posti di lavoro. Il sistema delle aziende che erogano servizi pubblici ha progetti per 50 miliardi di euro. Non su elementi marginali della vita delle famiglie e delle imprese: parliamo di energia, acqua e ambiente che rappresentano il cuore di ogni progetto di sviluppo.

Investimenti significano risultati economici o anche nuovi posti di lavoro?

400mila posti di cui almeno 100mila nel solo primo anno. La nostra matrice è pubblica. Le nostre non sono oscure multinazionali o aziende di speculatori: noi siamo aziende del territorio, i nostri soci sono i Comuni, i nostri “azionisti” sono i cittadini. La qualità dei servizi e l’occupazione sono i nostri obiettivi prioritari.

Quale sforzo sta sostenendo questo sistema di aziende?

Enorme. Ci facciano carico di pagamenti ritardati, di rateizzazioni, di contributi ma tutto questo si sta traducendo in un calo del 30% dei flussi di cassa. Ce la vogliamo fare ma non ce la possiamo fare da soli.

A chi sta pensando?

In primo luogo al Governo che deve fare di più e meglio, i nostri bilanci non sono pozzi senza fondo. Anzi, il fondo rischiamo di vederlo in breve tempo. Cosa chiediamo al Governo? Garantire risorse e liquidità alle imprese e alle famiglie: quello dell’economia è un motore che si rimette in moto dagli ingranaggi più piccoli. Poi ci siamo noi, le imprese per i servizi pubblici. Abbiamo progetti e, almeno per ora, risorse da investire ma rischiamo di rimanere bloccati nelle maglie della burocrazia.

Pensa al modello Genova?

Se questo vale per il capoluogo ligure, deve valere per il resto d’Italia. Oggi e non domani. Quindi drastico abbattimento dei tempi e delle procedure burocratiche, modifica del codice degli appalti, semplificazione delle procedure autorizzative, proroga della sospensione di alcune norme dello “Sblocca cantieri” almeno fino al prossimo anno, superamento dei vincoli pubblicistici nella gestione dei rapporti di lavoro nelle società a controllo pubblico. Garantendo comunque procedure legali e trasparenti.

Quali scelte strategiche si attende dal Governo?

Quelle che ho ricordato sono scelte inevitabili e non rinviabili. I cittadini hanno fatto in questi mesi la loro parte, con sacrifici e senso di responsabilità. Da parte del Governo sono adesso necessarie tempestività e concretezza. Quindi soldi veri da mettere nel motore dell’economia e della ripresa. Una grande strategia che non sia elaborata a tavolino ma che veda protagonista il Parlamento e quindi sia le forze di governo che quelle di opposizione. L’unità nazionale non può essere un appello emozionale ma una strategia politica e istituzionale di lungo periodo. Guardando all’Europa e facendo valere le nostre ragioni a Bruxelles. E questo nella consapevolezza che non stiamo lavorando alla restaurazione della situazione pre Covid ma ad un nuovo modello nazionale ed europeo, sia economico che sociale.

Ha richiamato l’Europa. Trova il Recovery Fund, una misura adeguata e che potrà essere di supporto alle economie nazionali?

E’ sicuramente una misura di grandissima rilevanza che nella parte relativa alle sovvenzioni, più che ai prestiti, potrebbe davvero fare la differenza. Anche in questo caso però siamo all’annuncio di un provvedimento che avrà una lunga gestazione e negoziazione, mi è parso di capire che sarà oggetto del bilancio Ue 2020 con effetti, quindi, sul 2021. C’è da capire se il governo riuscirà ad anticiparne le risultanze economiche.

Il video della mia intervista su #SkyTg24. Estra – Energia al futuro Utilitalia

Pubblicato da Francesco Macrì su Giovedì 28 maggio 2020

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