L’esilarante tweet di Pina Picierno: non investiamo nei settori a “prevalenza maschile”

sabato 23 maggio 13:27 - di Riccardo Angelini

Pina Picierno, almeno, si è scusata. Altri politici non l’avrebbero fatto, mantenendo il punto. Ma certo anche difendere l’indifendibile è difficile. Così l’europarlamentare Pd ha lasciato che il suo esilarante tweet andasse alla deriva. Ha fatto sapere che era “scritto male” e che lei, insomma, voleva solo difendere le donne, alludere al gap di genere,quelle cose per farla breve che vanno tanto di moda nei salotti televisivi e delle quali alle donne reali non importa proprio un bel niente.

Ma il tweet è stato purtroppo visto, ha fatto il suo bravo giro della rete e ha fatto sganasciare dalle risate parecchia gente. Ecco cosa ha scritto Pina Picierno: “Temiamo che il Recovery Fund sia utilizzato soltanto per investimenti in energia, digitalizzazione e infrastrutture, settori a prevalenza maschile. Perciò manifestiamo davanti a Europarlamento per chiedere un’equa distribuzione delle risorse dal punto di vista del genere”.

Presa lettura di tale profonda riflessione c’è chi ha riso e basta e chi si è cimentato con l’esegesi. Quindi non bisogna investire in energia, digitalizzazione e infrastrutture? O più in generale vanno demonizzati i settori “a prevalenza maschile” anche se contribuiscono al Pil? Non sarebbe stato più semplice dire: utilizziamo il Recovery Fund anche per le lavoratrici colpite dalla crisi? Sì, era più semplice. Ma impediva quell’uso distorto e demonizzante dell’aggettivo “maschile” che oggi è così ricercato. Gli scienziati anti-virus sono tutti maschi? Basta con la scienza a prevalenza maschile. Il comitato tecnico scientifico per la ripartenza ha poche donne o nessuna? Basta con il Cts a prevalenza maschile. Anche a costo di aiutare la prevalenza della cretinaggine.

Dunque Pina Picierno ha preferito dire una “boldrinata” scivolandoci sopra in allegria. Per poi togliere il tweet e annunciare: “Ci scusiamo, il tweet è scritto male. Il tema però resta tutto: le donne hanno pagato il prezzo più alto in questa crisi ed è necessario investire di più in quei settori dove è più forte e ha più valore la presenza femminile”. 

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