Le “storie di incredibile felicità” dei ragazzi che hanno sfidato e battuto il cancro

mercoledì 6 maggio 12:50 - di Luca Maurelli

“Niente paura ci pensa la vita, mi han detto così. Niente paura si vede la luna persino da qui…”. Forse Libague pensava proprio ad Aurora quando scriveva i versi di Niente Paura,la immaginava in un letto d’ospedale, nella notte più buia. O forse no, ma a noi piace pensare così.
Aurora è un nome di fantasia, la sua storia no, è vera. Come il racconto di quell’attesa solitaria.
“E così, la notte prima dell’intervento chirurgico aveva chiacchierato con serenità apparente con la mamma e il papà (anche se vedere le loro facce per lei era come una pugnalata in petto) e si era addormentata ascoltando le canzoni di Luciano Ligabue, il suo cantante preferito, quello che le aveva fatto conoscere il papà, suo fan sfegatato”.
Aurora, giovane donna colpita da un terribile tumore, alla fine non ha avuto paura. E – scusate per lo spoiler- alla fine ce l’ha fatta: è viva.

“Storie di incredibile felicità” dal Gemelli

La sua storia di “incredibile felicità” per la guarigione strappata con i denti ce la racconta la giornalista-professoressa Daniela Di Fiore, insegnante nel Policlinico Gemelli di Roma, nel suo ultimo libro, che stavolta accompagna il racconto dei suoi allievi dall’inizio alla fine, la lieta fine. Ed è proprio il contrasto forte, crudele e generoso, tra disperazione e sollievo, la forza del suo lavoro, quando, in poche righe, l’autrice passa dalla vertigine del terrore di non farcela alla descrizione dell’attimo, per dirla alla Tiro Mancino, in cui si scopre di essere atterrati sani e salvi.

“Aurora l’ha fatto. C’è riuscita, benché ipovedente. E si è diplomata. Si è anche iscritta alla facoltà di Scienze della comunicazione. La malattia le ha fatto vedere la vita in modo diverso. Le ha fatto comprendere che la vita è un dono prezioso, che bisogna tenersela stretta e che non si è mai soli in questo cammino…”, scrive Daniela Di Fiore, che ha nel suo carnet professionale altri libri dedicati a ragazzi (purtroppo scomparsi) che ha incontrato nel corso della sua attività al Gemelli.

In “Storie di incredibile felicità” (Infinito Edizioni, pp 84, 12 Euro, in libreria dal 21 maggio), la Di Fiore, che fa capo come insegnante al Liceo Calamandrei di Roma, si è fatta affiancare da un altro giornalista napoletano, Gabriele Manzo, che ha condiviso fin dall’inizio la sua esperienza al fianco dei ragazzi malati di cancro. E che spiega, nella prefazione: “Lavorare in ospedale è lavorare in punta di piedi. Nei reparti si entra davvero in punta di piedi, rispettando gli studenti e le loro famiglie, ma anche il lavoro dei medici, degli infermieri, degli inservienti. Di fondamentale importanza è l’accoglienza dell’alunno: spesso i ragazzi esprimono palesemente il disagio del ricovero ospedaliero”.

La prefazione di Massimo Giletti

Altra prefazione prestigiosa, quella di Massimo Giletti, che ha preso a cuore le storie di “felicità” del Gemelli. “Conoscerete le vicende di ragazzi che sono rimasti legati alla Prof. che sulle sedie del reparto, accanto ai lettini, li ha “curati”, con i versi di Dante, e con l’enorme mole del patrimonio della Lingua Italiana, con la letteratura del nostro Paese, che ha pochi eguali al mondo. E proverete emozioni vere, legate a storie reali, che si incrociano anche sui social, ma che se lette con attenzione sono più adatte ad altri contesti. Storie magari non adatte ai social, ma aderenti al sociale. E che ci possono aprire il cuore e la mente”.

In viaggio con l’Agop

Non resta che partire, alla scoperta del viaggio travagliato e infinito di Sandra, che indossa bandane elegantissime durante i durissimi trattamenti, di Giulia e Federico che studiano tra i farmaci per la maturità, di Luca, che tra una chemio e un ricovero, suona la chitarra elettrica, di Riccardo che aspetta la nascita della sua sorellina, di Vittorio che si aggrappa alla Fede…

“Un libro che nasce, anche questo, come gli altti – spiega Daniela Di Fiore – per aiutare l’Agop Onlus, l’Associazione Genitori Oncologia Pediatrica. C’è una pagina Fb su cui seguire l’attività del libro e le iniziative che faremo con loro”. Un’associazione che ha sede, sin dal 1977, al Policlinico Gemelli di Roma e garantisce ai bambini malati di tumore e ai loro familiari la tutela economica, sociale e psicologica. Assicura loro un alloggio completamente gratuito, l’assistenza sociale e legale, i trasporti, le uscite ricreative.

Perché un bambino, come è scritto sul sito dell’Associazione, “nasce per essere felice”.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Emergenza Coronavirus

In evidenza

News dalla politica