Le Sardine di nuovo in campo. Si sentono i nuovi partigiani: «Resistenza contro i sovranisti»

sabato 30 Maggio 10:58 - di
Sardine

Le Sardine come i soldatini di plastica con cui giocano i bambini. Quando servono, vengono tirati fuori dagli scatoloni e il Pd li piazza un po’ qua e un po’ là. Il bello è che si sono montate la testa. Filosofeggiano senza conoscere la filosofia, parlano di storia senza conoscere la storia. E soprattutto fanno politica negando di fare politica.

Le Sardine  “raccontano” i loro valori in un Manifesto

Sembravano addormentate, le Sardine. Ma le elezioni si stanno avvicinando e c’è la chiamata alle armi. Rieccole, allora. In tutto il loro (poco) splendore. Addirittura mettono nero su bianco quello che chiamano – con un pizzico di presunzione – “Manifesto valoriale”. Il Movimento nato lo scorso novembre in piazza Maggiore a Bologna lo annuncia in maniera solenne. Mancano solo le trombe e i fuochi d’artificio.

Le scontate frasi sul protagonismo della gente comune

«Le Sardine credono nel protagonismo delle cittadine e dei cittadini», dicono. Una frase scontata, che non ha niente di “rivoluzionario”. E ancora; «Promuovono la cittadinanza attiva come pratica politica  come antidoto all’indifferenza».  Soprattutto, però, si vestono da partigiani del nuovo millennio. Agiscono perché serva una «forma di resistenza ai populismi, ai sovranismi, agli individualismi e ai personalismi di ogni sorta».

Il nemico è chiaramente il sovranismo

In sostanza, è lo stesso schema delle scorse elezioni. I nemici sono i sovranisti. Cioè, Salvini e la Meloni. Il loro è un disco rotto da presentare come una grande novità nel mondo politico. Una barzelletta che non fa nemmeno ridere.

Le Sardine e la traduzione in inglese

Il testo – fanno sapere – verrà articolato in 11 punti. Per completare la barzelletta, sarà tradotto anche in lingua inglese, per undici giorni. «Non perderemo mai questa occasione di lasciare un’impronta genuina in questo paese e di essere il richiamo per i giovani», sottolineano dal gruppo di Mattia Santori. I nuovi Aristotele e Platone sono in campo. Al servizio della sinistra. Ma nessuno si permetta di dirlo, loro sono un “movimento spontaneo”.

Commenti

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  • Silvia Toresi 31 Maggio 2020

    Movimento spontaneo del PD!!!!!!!!!

  • fabio dominicini 31 Maggio 2020

    In vista di nuove elezioni il PD ha ripreso a foraggiarli.
    A Trieste le sardine in gergo locale sono chiamate “sardele” e sono conosciute come gli spazzini del mare. Mangiano di tutto !

  • Giuseppe Forconi 31 Maggio 2020

    Vero, pero’ c’e’ molta tristezza in tutto questo, pensare che un Paese come l’Italia che in questo momento sta attraversando una fase molto critica, crea , per grazia del PD, le sardine. Cioe’ non crea un movimento di qualita’ politica, ma crea un movimento per far divertire i bambini al parco….. vi ricordate quando le nonne portavano i nipotini al parco per farli divertire con il teatrino delle marionette???? Ora e’ la stessa cosa e chi muove le sardine e’ zingaretti che imita la voce sguaiata del poliziotto che da le manganellate al povero pulcinella. … ” Povera Italia ” hanno anche l’ardire ed il coraggio di gridare che il fascismo ci sta rovinando, chiaramente, non avendo altro argomento per coprire le loro balordaggini, la buttano sul fascismo, che poi non esiste piu’. Gente, e’ roba da vergognarsi e gli date ancora ascolto ????

  • Maurizio Giannotti 31 Maggio 2020

    Toh! Gli scemi del villaggio son saltati di nuovo fuori. Forse è il caso di prenderli a schiaffoni come si usava un tempo, prima che i profeti democratici insegnassero che anche per convincere i più tardi nell’apprendimento è necessario l’impiego della persuasione. Ma per fare entrare qualcosa in zucca a questi soggetti forse conviene tornare ai sistemi educativi di un tempo!!!

  • rino 31 Maggio 2020

    Spero che la maggioranza dei giovani siano più intelligenti e onesti da non vendersi par convenienza. Il maledetto Prodi ancora fa danno. Al raduno delle sardine dovremmo sperare nel coronavirus.

  • mario 30 Maggio 2020

    Mi ricordano i “Comitati Civici” di democristiana memoria: nessuno sapeva della loro esistenza fin quando non arrivavano le elezioni, per poi scomparire subito dopo.