La guerra dei giornali. Travaglio contro Giannini. Serra e Saviano in fuga da Repubblica

martedì 19 maggio 13:58 - di Vittoria Belmonte

La miccia l’ha accesa Andrea Orlando, vicesegratario dem, parlando di grandi giornali intenzionati a mettere i bastoni tra le ruote a Conte. E aggiungeva che il prestito con garanzia dello Stato di 6,3 mld a Fca (che fa parte della holding Exor, proprietaria della Stampa) doveva essere sotto condizione. Quale? Il ritorno in Italia della sede legale di Fca. Critiche che hanno spaccato lo stesso Pd e rianimato il malumore di Matteo Renzi. Ma che ancora di più hanno avuto ripercussioni sui giornali.

A cominciare dal quotidiano più vicino alla Fiat, e cioè La Stampa, ora diretto da Massimo Giannini. Quest’ultimo si è schierato ovviamente in difesa dell’editore e non ha usato toni pacati nel replicare a Orlando: “Secondo il vicesegretario del Pd i giornali del gruppo Exor sarebbero i bracci armati di un contro-potere che vuole ‘buttare giù il governo’ e promuovere ‘stravolgimenti della maggioranza’. Un’idea tanto rozza dei rapporti tra economia, politica e informazione non esisteva neanche negli anni 50, quando a Torino la Fiat e il Pci costruivano la trama delle relazioni industriali del Paese. Ma a parte questo la visione di Orlando, oltre alla sua intelligenza, offende la libertà e la dignità di centinaia di giornalisti che ogni giorno fanno il proprio dovere senza prendere ordini dall’Editore che gli paga lo stipendio”.

Nella querelle si inserisce subito Il Fatto con Marco Travaglio scatenato contro Giannini (non a caso a intervistare Orlando era stato proprio Il Fatto). L’onda investe anche Repubblica dove il comitato di redazione non ha gradito la presa di posizione del giornale sulla questione Fca. Ma Repubblica ora è diretto da Maurizio Molinari, che viene proprio da La Stampa, e ha sostituito al timone del giornale il sinistrissimo Carlo Verdelli. Barricate della parte più rossa della redazione ma alla fine il comunicato sulla Fca non esce e il cdr deve mandar giù il boccone amaro della svolta moderata impressa dalla nuova direzione. Nel frattempo De Benedetti prepara il suo nuovo giornale, Domani, e i boatos redazionali di Repubblica danno in partenza – dopo Gad Lerner – Roberto Saviano, Michele Serra, Francesco Merlo, Ezio Mauro.

Un pasticcio da cui in parte dipende la tenuta del fronte mediatico che sostiene il governo Conte. Marco Travaglio lo sa e impugna la sciabola. In un editoriale di fuoco, oggi, dice che Giannini gli è simpatico, ma insomma: ha passato una vita a denunciare il conflitto di interessi di Berlusconi e ora finge di non vedere quelli del suo editore?  Giusto. E’ la stessa cosa, del resto, che fa Travaglio con l’amato M5S, che sta giocando la sua ultima partita politica. Dopo di che, anche il potere di Travaglio sarà dimensionato.

Commenti

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  • Dwight 19 maggio 2020

    Mi fa tanto piacere vedere il mondo della Sinistra che litiga e si dilania. Bene, e auguriamoci che satana, cioè chi veramente lo ispira fin dal principio, venga rinchiuso per sempre nell’inferno e trionfi presto sul mondo il cuore immacolato di Maria( “…il comunismo ha diffuso i suoi errori per il mondo”… “…alla fine il mio cuore immacolato trionferà”). Unicuique suum, non praevalebunt. E sia lodato Gesù Cristo

  • Armando 19 maggio 2020

    Se sono vere le notizie, spiace per Ezio Mauro che reputo un giornalista bravo e preparato. Per quanto riguarda Travaglio che dire ! Un idiota come i suoi amici 5S……..!

  • Cristina 19 maggio 2020

    Travaglio agendo e parlando come fa a favore del governo non offende solo l’intelligenza degli italiani ma la sua stessa intelligenza.Dovrebbe essere meno fazioso,meno rancoroso e guardare i fatti con obiettività

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