La cura al plasma contro il Covid si tinge di giallo. Scomparsi i profili Facebook di De Donno

mercoledì 6 maggio 16:34 - di Redazione

C’è un dettaglio sulla cura al plasma per i malati di Covid che fa pensare a un giallo. Sono scomparsi i profili facebook di Giuseppe De Donno, direttore della Pneumologia e dell’Unità di Terapia intensiva respiratoria all’ospedale Carlo Poma di Mantova che da inizio aprile sta sperimentando questa cura.

De Donno è stato al centro dei riflettori dopo che i Nas avevano acquisito la cartella di una donna incinta malata in modo grave di coronavirus e guarita con la cura al plasma iperimmune. De Donno aveva fatto capire che quella cura, poco costosa e dunque invisa all’industria farmaceutica, era oggetto di boicottaggio. I media hanno cominciato a tenere alta l’attenzione sul problema. Poi è arrivato l’invito a Porta a Porta e successivamente la scomparsa dei profili Fb dai quali il professore comunicava i risultati della cura al plasma.

De Donno chiede più sostegno alla ricerca indipendente

De Donno chiede solo che si dia il giusto sostegno alla ricerca. “Secondo me – ha dichiarato ultimamente – sarebbe meglio che i politici sentissero di più gli ospedalieri cioè quelli che vivono a contatto con le malattie. Sto cercando, con fatica, di creare un Polo di ricerca indipendente ed etico perché ormai non se ne può più di questi universitari che fanno ricerca con fondi esclusivamente privati e di conseguenza fortemente condizionata. I medici devono poter portare avanti una ricerca indipendente sovvenzionata dalle Istituzioni, dai Ministeri, dalla Comunità Europea, dalle Regioni, anche da privati cittadini, fatta da medici e dottori in prima linea non da quelli che passano il tempo nei salotti. Sono veramente stupito che ci siano ancora delle ostinazioni su questo campo: stiamo parlando di salvare vite. Però se i pazienti non si guardano negli occhi, come facciamo noi che passiamo 16 ore in ospedale, che Protocollo vuoi disegnare?”.

Chiara la contrapposizione che De Donno disegna: quella tra esperti da talk show (tra i critici della cura al plasma va annoverato Roberto Burioni) e sanitari e medici che vivono a contatto con i pazienti e con la realtà della malattia. Per questi ultimi non servono applausi e canzoni ma un sostegno concreto, nell’interesse della collettività e della salute pubblica.

Commenti

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  • Ispelonchi05@gmail.com 7 maggio 2020

    De Donno a Pienamente ragione, uno può parlare se sta sul campo di battaglia, salvando vite umane, non fare sfilate in TV e essere pagati per dire cazzate, come loro, a lavorare devono andare

  • moreno 6 maggio 2020

    è chiaro e lampante che la cosa infastidisce e non poco.
    Vespa si è sentito costretto ad invitarlo, ma la quasi tagliato…..dopo che aveva capito che zittiva Ippolito

  • Aurora De palma 6 maggio 2020

    Dare sostegno a i ricercatori sul campo è cosa importante. Evidentemente si ha paura ed invidia di certe menti

  • Adelio Bevagna 6 maggio 2020

    cosa sta succedendo in Italia?

  • vada michele 6 maggio 2020

    Esiste una sola parola vergogna . Possibile che se non c è da riempirsi la pancia non ci sia nulla che vada bene

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