La corte costituzionale tedesca fa lo sgambetto alla Bce. Alla Germania tutto è permesso

martedì 5 maggio 15:05 - di Aldo Di Lello

L’Italia deve adattarsi all’Europa. Ma la Germania non deve adattarsi a nessuno, Europa compresa . Anzi, è l’Europa che si deve adattare alla nazione più potente dell’Unione. Lascia non poco sconcertati la sentenza della Corte costituzione di Karlsruhe a proposito del Qe, il massiccio programma di acquisto di titoli da parte della Bce inaugurato da Draghi e ora proseguito dalla Lagarde per fronteggiare l’emergenza economica prodotta dal coronavirus.

La Bce “oltre il suo mandato”

La Corte tedesca non ha bocciato il programma della Bce. Però dice, nello stesso tempo, che la Bce è andata oltre il  suo mandato. E dovrà “giustificarsi” entro tre mesi davanti alla Bundesbank, principale “azionista” della Bce.  Inoltre, i togati dell’Alta corte tedesca invitano il governo Merkel a pronuciarsi.

Per Karlsruhe, in sostanza, i 2.600 miliardi di bond acquistati in 5 anni sono parzialmente incostituzionali. Le conseguenze possono essere pesanti. In merito soprattutto al nuovo programma di acquisti di titoli varato lo scorso 18 marzo. Tant’è che le Borse, dopo un avvio promettente, hanno subito cominciato a subire perdite.

Alla Germania è permesso quello che è negato all’Italia

Che ne pensano i nostri soloni dell’europeismo? Perché tacciono su questa prevalenza di un principio nazionale su un principio europeo? E dire che L’Italia, con la pistola alla tempia dello spread, ha dovuto accettare nel 2012  il principio del pareggio di bilancio in Costituzione. E si tratta di un principio incompatibile con l’impronta “keynesiana” della Carta in campo sociale ed economico. Così recita l’articolo 3. «È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese». Come si fa a perseguire un simile obiettivo se la Repubblica, in base al principio del pareggio del bilancio, diventa “spilorcia” con i suoi cittadini?

Il principio che una Corte nazionale imponga qualcosa a un organismo sovranazionale è interessante. E dovrebbe  esteso a tutti. Ma ciò porterebbe alla paralisi dell’Ue. Morale della favola: ai tedeschi è concesso quello che non è permesso agli altri popoli. E continuano a chiamarlo “principio” di uguaglianza.

Commenti

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  • lucia 5 maggio 2020

    La Corte tedesca ha sancito la fine dell’euro! Bisogna uscire subito altrimenti e’ la fine della nostra economia. Ormai non ci sono più dubbi ne alibi. Temporeggiare per vedere i nostri BTP finire nel baratro e’ da irresponsabili!!

  • Francesco Montanaro 5 maggio 2020

    che cosa si aspetta a raccogliere le firme per indire un referendum sull’uscita dall’Europa e dalla moneta unica?

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