Il clan molla Bonafede. Che resta asserragliato nel bunker ministeriale

sabato 16 maggio 6:00 - di Francesco Storace
Bonafede bunker

Non si muove dal bunker, Bonafede. Elmetto in testa, pretende di salvarsi con l’App Impuni. Ma lo scandalo del ministero della giustizia infestato dalle manovre dei suoi principali collaboratori – li ha scelti lui – ormai non è più arginabile.

Se ti molla il capo di gabinetto, come fatto ieri il suo Fulvio Baldi, barcolla la struttura ministeriale. Soprattutto in un dicastero che ha avuto finora la guida di un Guardasigilli piuttosto distratto, diciamo.

Bonafede nel bunker

Baldi (a destra nella foto) è costretto alle dimissioni dalle intercettazioni pubblicate dal Fatto Quotidiano. Quelle a Bonafede non le avevano mostrate, a differenza di quelle dei mafiosi contro Di Matteo….

E il capo di gabinetto se ne va dopo l’altra importantissima figura di vertice di via Arenula, il direttore del Dap Basentini, il celebre dipartimento dell’amministrazione penitenziaria che ha scatenato l’inferno con Di Matteo.

Hanno fatto in fretta e furia un decreto per riportare in carcere i mafiosi che avevano trovato un aiutino insperato per uscire di galera. Uno al giorno torneranno dentro a pena quasi scontata…

Meraviglia che il ministro non si sia ancora reso conto dell’insostenibilità della sua posizione.
Palamara-Baldi.
Le chat che arrivano – nota il vicepresidente della Camera Rampelli – fino al vicepresidente del Csm Ermini.
I mafiosi fuori.
Di Matteo inviperito.

Ma vuole trasformare la giustizia in un ring, il ministro che dovrebbe renderla più vicina ai cittadini che ne diffidano sempre di più?

E’ il momento di far cessare la difesa ad oltranza anche da parte dei Cinquestelle. Bonafede sarà pure il capodelegazione al governo. Ma morto un Papa se ne fa un altro, perché è semplicemente folle pensare alla sua permanenza al ministero.

Nessuna garanzia di giustizia

Quali garanzie è più in grado di offrire alla comunità nazionale un ministro come Alfonso Bonafede? Troppi compromessi con poteri impensabili. Troppe trame. Non se le può più permettere. È Conte che gli deve chiedere di dimettersi. Altrimenti lo faccia il Capo dello Stato, perché ne va del decoro delle istituzioni della repubblica.

Ha ragione Andrea Delmastro, deputato a capo del dipartimento giustizia di Fratelli d’Italia: “La cosa più sbagliata che possa fare Bonafede sarebbe sottoporre il ministero a continue e imbarazzanti ombre”.

In ultimo, colpisce che la botta finale al ministro Bonafede sia venuta dal Fatto Quotidiano di Marco Travaglio. È la solare dimostrazione che neanche da quelle parti – che tanto contano nei Cinquestelle, come insegnano le recenti nomine all’Eni – sono più disponibili a tacere sui guai provocati dal ministero delle scarcerazioni per malattia dei peggiori criminali.

Un altro sogno che termina male. Perché al potere sono arrivati gli sprovveduti, quelli che pensavano che bastasse urlare nelle piazze o in televisione per saper governare. Invece ci vuole cervello. Accompagnato alla capacità di fiutare che cosa può derivare da ogni mossa, da ogni firma, da ogni scelta. Lo tengano bene a mente tutti, chi governa ora e chi governerà domani. Con la superficialità a Palazzo, gli errori li pagano tutti gli italiani.

 

 

Commenti

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  • Mario Paolucci 18 maggio 2020

    Il governo offra ad entrambi,una volta licenziati, un posto nelle cancellerie commerciali n una sede di loro gradimento escluso Roma e Milano!

  • Pino 16 maggio 2020

    I bambini al potere sono un disastro di cui non si accorgono nemmeno… dove erano i gentiloni, prodi, i comunistelli d’accatto quando ci facevano fuori dal piu’ grande consorzio per l’aereo trasporto passeggeri in cui la nostra quota partecipativa è stata donata all’Olanda? Siete dei cialtroni a cui i media danno vita come una spin-of

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