Guerra senza esclusioni di colpi tra Trump e i colossi social. È tempo che gli “odiatori” paghino

30 Mag 2020 11:16 - di Maurizio Gasparri
twitter

Più manette per i padroni dei social. Che fanno crescere le campagne di odio e le fake news. Che i rapporti del presidente Usa con i social network non fossero idilliaci era chiaro da tempo. Ma quella che è in corso in America è una vera e propria guerra tra titani. Da una parte Twitter, che finisce perfino con l’oscurare un post di Trump. Perché avrebbe esaltato alla violenza. Dall’altra lo stesso Trump. Che consuma la sua vendetta verso il colosso social firmando un ordine esecutivo in cui si abbatte quello scudo legale del quale finora Twitter o Facebook hanno goduto.

Trump all’attacco dei colossi social

In base a questa decisione, infatti, sarà possibile perseguire per vie giudiziarie questi colossi. Qualora assumano il ruolo di moderatori di notizie false. Cancellando dei post o chiudendo degli account. Secondo Trump, che pure è sempre stato un assiduo frequentatore dei social, chi li gestisce non ha una posizione neutrale. Non è un moderatore terzo e imparziale, ma anzi fa dell’attivismo politico. Si è aperta quindi una battaglia senza esclusione di colpi. Comunque andrà a finire, Trump ha avuto il merito di averci messo sempre e comunque la faccia. E di aver sollevato un problema che in tanti avevamo rilevato. Il presidente americano scrive i suoi pensieri in libertà e senza freni. In prima persona. Ma di certo i peggiori sono coloro che usano i social network trincerandosi dietro l’anonimato. O dietro pseudonimi che i vari Facebook e Twitter  continuano a tollerare. Finché questi social daranno voce agli anonimi che, impunemente, potranno usare la rete per dire ciò che gli pare. Seminando odio e veleno senza alcuna assunzione di responsabilità, è giusto che i loro gestori non abbiano alcuno scudo legale. E che paghino. Sono loro i veri responsabili delle fake news, degli insulti, delle campagne di menzogne. E di violenza verbale che inquinano il web e la società. E’ tempo che inizino a pagare.

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