Genova parla all’Italia: “Eravamo in ginocchio, così ci siamo rialzati”. Altro che Ponte Toninelli…

martedì 12 maggio 16:46 - di Luciana Delli Colli
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Lo choc e la reazione immediata. Il lavoro di squadra e la capacità di andare avanti insieme verso un obiettivo comune. La lucidità e l’organizzazione. Fino al raggiungimento dell’obiettivo, conseguito in tempi record. L’assessore ai Trasporti della Liguria, Gianni Berrino, ripercorre le tappe di quel miracolo italiano che è stata la costruzione del nuovo Ponte di Genova. Lo fa in un contesto ben preciso: un’intervista per la rubrica “Sovrana Bellezza”, curata da Susanna Donatella Campione sul sito di Fratelli d’Italia. Uno spazio dedicato “a tutto ciò che rende gli italiani unici nel mondo”, come spiegò la sua ideatrice ad Atreju del 2018, quando presentò il progetto. Uno spazio che, in questi tempi così difficili, Campione ha voluto dedicare alla “meraviglia architettonica” di Genova. Un simbolo dell’Italia “che si rialza, che ci riesce”.

Lo choc e la reazione immediata

Lavoratore instancabile, come lo descrivono i suoi collaboratori, Berrino, come assessore ai Trasporti della Liguria, ha avuto un ruolo di primo piano sia nella gestione della difficilissima fase dell’emergenza sia in quella visionaria della ricostruzione. Con Campione ha ricordato lo choc di quel giorno, l’incredulità, la paura, ma anche “la razionalità” che subito ha prevalso. “Dovevamo rimboccarci le maniche e metterci al lavoro”, ha spiegato, chiarendo che “abbiamo iniziato a lavorare il 15 agosto, il giorno dopo il crollo del ponte”. “Come assessore ai Trasporti – ha chiarito – ho immediatamente riorganizzato il trasporto pubblico locale,  gravemente compromesso. Contemporaneamente abbiamo avviato la procedura da cui è nato il famoso Decreto Genova che ha permesso la nascita del nuovo ponte”.

L’importanza del lavoro di squadra

Un lavoro in cui “la squadra è stata importantissima”. “A livello locale è stata formata dal Presidente Toti e dal Sindaco Bucci, Commissari con ruoli diversi a cui facevamo capo noi assessori regionali, gli assessori comunali e il personale di Regione e Comune. Eravamo tanti, ben organizzati e coordinati. L’obiettivo comune – ha sottolineato Berrini – è stato un collante incredibile, ci sentivamo tutti genovesi, tutti liguri, tutti italiani”.

Il Ponte di Genova, nonostante le difficoltà

Così si è arrivati alla ricostruzione del ponte, che per Berrino è “un orgoglio per noi liguri e per tutti gli italiani”. “Abbiamo dimostrato al mondo intero le nostre capacità, le infinite risorse in termini di competenza e forza d’animo di cui dispongono gli italiani”. Ma intanto c’erano da rimettere subito in moto Genova e la Liguria. C’erano i morti e i vivi colpiti a cui pensare.

Commenti

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  • federico 13 maggio 2020

    Il ponte è stato costruito in tempi meno lunghi del solito, ma è un enorme spreco: erano crollati 100 metri, ne è stato abbattuto e poi ricostruito più di un km; in tutto il mondo da decenni, anzi da 150 anni, la tecnologia va verso ponti sospesi, che presentano numerosi vantaggi, in particolare di durata e sicurezza, questo è ancora appoggiato; semmai era da ricostruire il tratto a valle, il cosiddetto elicoidale, che ha raggi di curvatura non conformi alle odierne normative.

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