Gasparri: «Di Matteo parla a scoppio ritardato e Bonafede è addirittura peggio della Azzolina»

lunedì 4 maggio 15:51 - di Redazione
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«Nella diatriba televisiva tra il magistrato Di Matteo ed il sedicente ministro Bonafede non sappiamo a chi attribuire la palma del peggiore». È il duro j’accuse di Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia. «Se Di Matteo aveva qualcosa da dire doveva parlare per tempo. Ha molte cose da giustificare. Vorremmo sapere ad esempio le motivazioni delle sue scelte al tempo delle indagini sul finto colpevole di via D’Amelio, Scarantino. Vorremmo sapere come siano state valutate le sue iniziative dell’epoca, lontana, ma non certo da dimenticare o da archiviare. Se aveva qualcosa da dire doveva dirla subito. Invece dopo avere subito delle valutazioni critiche sul suo operato da parte della Procura Nazionale Antimafia, ha optato per una carriera nell’ambito del Csm».

Gasparri: «Chiediamo le dimissioni di Bonafede»

Su Bonafede, poi osserva «che cosa dire. Gli chiediamo le dimissioni fin dal giorno prima alla sua nomina a ministro. Mettere una figura del genere a governare la giustizia in Italia è persino peggio che aver messo la Azzolina alla Pubblica Istruzione».  Gasparri poi aggiunge: «Per Bonafede proviamo compassione. Perché comprendiamo il suo disagio nel rendersi conto della sua totale inadeguatezza. Vedere lo Stato tritato in questa diatriba tra Di Matteo e Bonafede è davvero mortificante. Di Matteo interviene a scoppio ritardato pluriennale. Cosa che non gli fa molto onore. Bonafede poi deve spiegare perché lo ha chiamato, lo ha accantonato, lo ha considerato prima utile poi addirittura ingombrante. E anche perché, cosa gravissima, era a conoscenza del contenuto delle intercettazioni, visto che il nucleo investigativo centrale della polizia penitenziaria, composto da agenti e ufficiali di polizia giudiziaria che indagano su fatti di mafia e terrorismo, riferisce esclusivamente alla magistratura».

«Non ci iscriviamo a nessuna tifoseria»

«La verità – continua Gasparri – è che certe figure dovrebbero spiegare agli italiani tutto il loro operato. E ci riferiamo sia a Di Matteo che a Bonafede. Perché non ci iscriviamo a nessuna tifoseria conoscendo anche le vicende giudiziarie e le ingiuste accuse che anche tramite Di Matteo sono state avanzate nei confronti dei veri nemici della mafia come il generale Mario Mori. Che ricordiamo anche ad Ultimo, che prima di lodare Di Matteo dovrebbe rammentare quanto è capitato. Anche a lui».

Commenti

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  • aldo 4 maggio 2020

    Condivido la tesi del sig Gasparri. Sono ansioso di ascoltare morra! L’antimafia!!!
    Sembra che senza di lui l’Italia non riesca a fare niente. I 5 stalle li manderei, con il reddito di cittadinanza, a raccogliere i pomodori,liberando i colorati, che rimanderei in Africa.

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