Fornero scatenata: necessario il nuovo piano lacrime e sangue per chi andrà pensione

martedì 26 maggio 14:58 - di Giorgia Castelli
Fornero

Tagli su tagli. Le pensioni sono sempre più leggere. Elisa Fornero dopo avere firmato nel 2012 una legge lacrime e sangue, non contenta si rimette le forbici in mano e si mostra favorevole a nuovi tagli. Le pensioni di lavoratori che lasceranno il lavoro nei prossimi anni (a partire dal 2022) saranno più basse di quanto era previsto. Si parla, come si legge sul Giornale, di una riduzione lorda dell’assegno futuro che può arrivare a sfiorare il 3% nel 2023. Ma, questo numero, è destinato a  lievitare. In pratica ecco come funziona il meccanismo previsto dal sistema pensionistico: i contributi versati vengono rivalutati in base all’andamento dell’economia. Per cui se il Pil è negativo, i contributi invece di rivalutarsi si svalutano e la futura pensione si ridurrà. Rimangono fuori da questo conteggio quelle che sono state già erogate.

Il piano per le nuove pensioni

Un meccanismo che chiaramente penalizza chi dovrà lasciare il lavoro nei prossimi anni. I sindacati hanno capito il trappolone e sono scesi sul piede di guerra. Hanno chiesto al governo di sterilizzare il calcolo dei futuri assegni contributivi dal crollo del prodotto interno lordo di quest’anno. Il governo, ha spiegato a il Messaggero Domenico Proietti, segretario confederale della Uil, deve correggere subito gli effetti negativi che la caduta del Pil ha sulle pensioni future. Se da una parte la rivalutazione del montante contributivo dei futuri pensionati non può essere inferiore all’1%, a seguito delle modifiche del 2015, ha aggiunto Proietti, «è altresì vero che eventuali differenze saranno recuperate negli anni successivi con effetti negativi sul futuro previdenziale dei lavoratori».

Fornero favorevole ai tagli

A schierarsi a favore del meccanismo è l’ex ministro del Lavoro, Elsa Fornero. La professoressa ha commentato all’Ansa: «La rivalutazione negativa dei contributi in caso di calo del Pil non è punitivo, è un criterio di sostenibilità». La Fornero fa sapere che, tecnicamente, se la crescita del Pil è negativa si impoveriscono quelli che lavorano e si impoverisce chi va in pensione. «Nel 2015 un decreto ha previsto che in ogni caso il coefficiente di rivalutazione del montante contributivo come determinato adottando il tasso annuo di capitalizzazione non può essere inferiore a uno (quindi non negativo), ma salvo recupero da effettuare sulle rivalutazioni successive».

Commenti

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  • Paolo Ferlini 10 giugno 2020

    Ma a questa s—–a in Covid non se la porta.
    Seconda la sua merda di riforma dovrò lavorare fino a 67 anni solo perchè tra ho perso anni di contributi grazie all’andamento dell’edilizia e così raggiungerò l’età delle pensione dopo 47 anni di lavoro.

  • Stefania 30 maggio 2020

    Vorrei dire alla Sig.ra Fornero che prima di mettere il Pil alle pensioni degli onesti lavoratori devono mettere il contributo di solidarietà agli introiti dei parlamentari. Poi devoro fare in modo di sbloccare il lavoro per i giovani, unica vera alternativa a questo pietoso e insensato bagno di sangue, e infine mettere un bel lucchetto alla sua bocca!!!

  • antonio 28 maggio 2020

    che vuoi commentare, si commenta da solo

  • Enrico 28 maggio 2020

    Buongiorno vorrei solo mandare a dire a quella simpaticona della professoressa Fornero che di danni ne ha fatti fin troppo,quindi stia tranquilla e se ne stia fuori dai coglioni.(mi scuso x la volgarità ).Questa signora ha proprio rovinato i poveri lavoratori,ma cosa vuole ancora,che se li faccia lei i tagli sul proprio guadagno,non sulla pelle degli altri.

  • Bernardino Tortone 28 maggio 2020

    In un Paese civile, gestioni amministrative come quella italiana negli ultimi decenni, richiederebbero azioni penali nei confronti dei colpevoli di così tanto ed evidente fallimento. Addirittura la Bulgaria ebbe il coraggio di ribellarsi al suo dittatore. Rendere responsabili i tanti politicanti rei confessi della nostra situazione catastrofica porrebbe basi sulle quali mettere dei limiti alla loro dichiarata incapacità.

  • Grazia 27 maggio 2020

    Si dovrebbe vergognare la Fornero, ci sono persone come mia madre che prende 500,00 euro al mese, è deve campare x tutto il mese.
    Dovrebbe diminuirsi lei come altri politici ladri ,di soldi nostri con mega pensione, vi auguro di prendervi tutti di medicine, mi fate tutti voi schifo?

  • aldo 27 maggio 2020

    ma questa vecchia, quando se ne va?????
    Che rottura, sempre tra i piedi!!!!!

  • Nicolo' 26 maggio 2020

    Ma questa super str…. a che tritolo parla ?
    Mettiamo piuttosto il sistema Contributivo per tutti a partire da IMMEDIATAMENTE, e togliamo il Reddito di Cittadinanza per mandarne i percettori a lavorare sulle opere pubbliche necessarie all’ITALIA: Ricostruzione delle regioni terremotate, Piano immondizia al Sud, Treni veloci da ampliare, Piano Idrogeologico, Manutenzione rete viaria. Poi tutti in pensione solo se versati 40 anni di contributi ed eta’ minima 65 anni, fatti salvo i lavori usuranti (62 anni).
    Cosi’ si evitano gli sperchi: lavorando e BASTA TASSARE CHI HA MERITI E CONTRIBUTI ACQUISITI, troppo facile , no ?

  • 26 maggio 2020

    ma questa piena di soldi non tace mai la vorrei vedere vivere con 700 euro al mese

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