“Fedeli ingannati, la diretta era finta”. Bufera sul primo maggio della Cei

martedì 5 maggio 17:21 - di Penelope Corrado

Venerdì primo maggio, all’inizio del mese tradizionalmente dedicato alla Madonna, molti cattolici hanno assistito in tv all’atto di affidamento dell’Italia a Maria deciso dalla Conferenza episcopale italiana. Una cerimonia annunciata in diretta alle 21, dal santuario di Caravaggio (Bergamo), zona particolarmente colpita dal coronavirus. Secondo il vaticanista Aldo Maria Valli quella diretta era fasulla. La cerimonia sarebbe avvenuta ben quattro giorni prima. 

Il vaticanista Rai denuncia l’inganno

Come spiega il giornalista che per la Rai ha seguito il pontificato di Giovanni Paolo II, il fatto in sè, sarebbe molto grave. E non è il primo caso a destare polemiche, negli ultimi tempi. “Un atto di affidamento non è una partita di calcio, uno spettacolo o un qualunque altro avvenimento di cronaca, ma è un gesto di devozione e di pietà che merita di essere svolto in assoluta trasparenza, per rispetto dell’azione stessa e del popolo che vi ricorre”. Per Aldo Maria Valli, «se il primo maggio alle ore 21 è stata mandata in ondata una “registrazione”, quello a cui il fedele ha assistito non è stata che una finzione, perché in quel momento non è stato affidato nulla a nessuno. Semplicemente, ci è stato mostrato quanto avvenuto il 27 aprile».

Il primo maggio? No, si è svolta il 27 aprile

La denuncia è di 48 ore fa, ma da parte della Cei non vi è stato nessun commento. Nè tantomeno una smentita. Secondo la fonte che ha parlato con il vaticanista, le ragioni della finta diretta sarebbero state dettate da motivi economici. Eppure, proprio il primo maggio, il quotidiano dei Vescovi, Avvenire specificava che la cerimonia sarebbe avvenuta in diretta.  Anzi, parlando al futuro, annunciava: “Il vescovo di Cremona, Antonio Napolioni, guiderà la liturgia, lui che dal virus è stato contagiato ed è stato ricoverato in ospedale. Il tutto si svolgerà a porte chiuse, ma l’evento potrà essere seguito, a partire dalle 21, su Tv2000 e su InBlu Radio”. Ma il giornalista ha scritto (senza saperlo) il falso. La cerimonia si era già tenuta 4 giorni prima. Sarebbero quindi comprensibili le porte chiuse. Altro che paura del contagio. Nessuno in grado di testimoniare, di confermare o di smentire.

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