Due anni fa l’addio a Pamela Mastropietro. La famiglia: “Neanche una carezza, il corpo si sarebbe sfaldato”

martedì 5 maggio 16:09 - di Redazione
pamela mastropietro

Sono passati ormai due anni dall’addio a Pamela Mastropietro, la 18enne romana uccisa e fatta a pezzi a Macerata il 30 gennaio 2018. Nella ricorrenza del funerale, che si svolse nella chiesa romana di Ognissanti al quartiere Appio, la famiglia l’ha voluta ricordare con un post sulla pagina Facebook “La voce di Pamela Mastropietro”, che ripercorre tutto il dolore e l’orrore di quell’omicidio, per il quale il nigeriano Innocent Oseghale ha ricevuto una condanna all’ergastolo. Ma anche tutto l’amore per la ragazza.

Il dolore della famiglia di Pamela Mastropietro

“Due anni fa, il saluto alle tue spoglie mortali, martoriate a seguito di un barbaro e demoniaco omicidio. Tu continui a vivere nel cuore dei tuoi genitori, dei tuoi nonni, dei tuoi zii, della tua cuginetta, dei tuoi amici, e dei moltissimi altri che ti hanno conosciuto a seguito del tuo martirio. E che ora sono, con te, la nostra forza per continuare, su questa terra, la dura ma doverosa battaglia di civiltà e di legalità che dobbiamo a te ed a tutte le brave persone”, si legge nel post. “Ora starai tra gli angeli, accanto alla Madonna, a cui tanto eri devota. Un giorno ci rivedremo, speriamo, e ci riabbracceremo. Anche questo – sottolinea la famiglia – ci è stato negato, quando ti venimmo a prendere a Macerata, perché il tuo corpo, elegantemente rivestito da un bell’abito, si sarebbe potuto sfaldare al minimo contatto. E lo vorremo fare con la consapevolezza di aver fatto tutto il possibile per non aver reso vano il tuo massacro”.

Oseghale condannato all’ergastolo

“È tanta ancora la sofferenza, perché le immagini del tuo corpo depezzato sono un qualcosa che non si augura a nessuno. Ma, questa sofferenza è anche la nostra forza: come è infinita la prima, è inesauribile la seconda”, sottolinea la famiglia di Pamela. “Nel mese di Maria – conclude la famiglia – una preghiera è per tutti voi che ci seguite. E per coloro che, per vari motivi, combattono le loro battaglie, come noi”. Il 29 maggio dello scorso anno la Corte di Assise di Macerata ha condannato all’ergastolo, con 18 mesi di isolamento diurno, il nigeriano Innocent Oseghale con l’accusa di aver violentato, ucciso e fatto a pezzi Pamela. È ora attesa la decisione sulla richiesta di appello presentata pochi mesi fa dai legali dell’uomo.

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