Dossier svizzero demolisce il lockdown: “Misura medievale, ha salvato poche vite”

lunedì 18 maggio 13:30 - di Laura Ferrari

Che cosa sarebbe successo senza il lockdown? Se l’Italia avesse adotttato il modello svedese quanti morti in più avremmo avuto? A questa domanda ha risposto il Politecnico federale di Zurigo (ETHZ). Ecco i calcoli, riportati dal sito Swissinfo.

Lo studio del team di ricercatori di Zurigo

“Il lockdown – o quarantena – dei Paesi europei ha prodotto un risultato che siamo stati in grado di quantificare. Calcoliamo una riduzione dei decessi nell’ordine di cinquanta persone per milione di abitanti”. Secondo i calcoli del team guidato dal professore Didier Sornette, esperto di rischi presso il Politecnico federale di Zurigo (ETHZ), il confinamento ha avuto effetti relativamente bassi sulla mortalità della popolazione. In Italia, secondo questo studio, avremmo avuto circa tremila morti in più. Per avere un raffronto obiettivo, dovremmo capire quanti morti in più abbiamo invece avuto per le conseguenze del lockdown. Mancate diagnosi, cure non effettuate su malati gravi, femminicidi, suicidi. Questo, al momento, non è dato saperlo.

“Il lockdown?  Misura brutale e inefficace”

Nell’articolo pubblicato sul sito svizzero, lo scienziato francese demolisce il modello del confinamento: “Uno strumento brutale, medievale, a cui far capo in ultimo ricorso quando si è disarmati o in uno stato di massima incertezza”. Inoltre, sapendo che forse la Covid-19 era già presente in Svizzera all’inizio dell’anno, il confinamento tardivo – sostiene Sornette – avrebbe avuto un effetto molto limitato”.

Gestione incompetente dell’emergenza

Il professor Sornette è inoltre convinto che il processo sia stato già mal gestito in termini di prevenzione. Usa inoltre una metafora automobilistica. “Ci siamo addormentati al volante. Così abbiamo dapprima assistito a una negazione dell’importanza di questa pandemia che si stava sviluppando in Cina, poi a una critica della Cina che confinava in modo eccessivo”. Per lo scienziato dell’università di Zurigo, “in alcuni Paesi europei (il riferimento è all’Italia?) c’è stato il panico e molti hanno cominciato ad imitare la Cina, ma meno bene. Non si sarebbero dovute attuare misure di confinamento così brutali, bensì focalizzarsi sulle zone calde e gli epicentri”. Una sonora bocciatura per Conte e i suoi “esperti”.

Commenti

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  • Alberti daniele 19 maggio 2020

    Conte dovrebbe essere processato e condannato a morte. Certi suoi consiglieri scientifici espulsi dai rispettivi albi e inviati ai lavori forzati.
    Certi funzionari proni alle direttive di Conte dovrebbero essere epurati e ridotti a chiedere l’elemosina agli angoli delle strade assieme ai loro amici clandestini.
    E fortuna loro che in fondo sono un buono.
    Daniele

  • avv.alessandro ballicu 18 maggio 2020

    esatto, peccato che salvini e meloni abbiano sciupato una occasione storica:potevano accusare il governo di misure antidemocratiche ed ergersi a paladini della costituzione soprattutto dell’art.13 che non conosce limiti neppure in tempo di guerra ed invece lo hanno incoraggiato e poi criticato per non aver chiuso abbastanza

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