Conte? Prenda esempio da Praga. Il caso virtuoso della piccola Repubblica Ceca

domenica 17 maggio 17:24 - di Antonio Pannullo
repubblica ceca

Il caso della piccola Repubblica Ceca dovrebbe far riflettere il nostro governo di inadeguati e incapaci. Un po’ di dati, tanto per chiarire i termini del problema e stabilire un confronto. La Repubblica Ceca ha poco più di dieci milioni di abitanti. A oggi i decessi da coronavirus sono stati 296, i contagiati 8.455, i guariti 5.422, i casi attivi ancora oggi 2.737. Cifre che, anche fatte le debite proporzioni, sono lontanissime da quelle italiane. Insomma, Praga ha reagito circa 20 volte meglio rispetto a Roma.

La Repubblica Ceca ha gestito l’emergenza seriamente

Eppure il coronavirus ha imperversato anche lì, come in tutta Europa, solo che è stato gestito in maniera più seria rispetto all’Italia. Non c’è stato il circo mediatico a cui abbiamo assistito e stiamo assistendo in Italia, ma una politica concreta del fare e non del promettere senza mantenere. Il presidente è una vecchia conoscenza, Milos Zeman, un esponente della vecchia guardia statalista, qualità che però in questo caso si è rivelata una risorsa.

Quando lo Stato fa lo Stato

In Repubblica Ceca, infatti, lo Stato ha fatto lo Stato, aiutando e proteggendo i cittadini. In Italia lo Stato invece ha messo agli arresti domiciliari 60 milioni di persone, devastando l’economia e riducendo sul lastrico milioni di famiglie. Vessando i cittadini con multe sproporzionate e dando la caccia al runner. Ora poi è anche impossibile manifestare in piazza perché si scatena la repressione poliziesca. Nessuno spiegamento di forze però contro gli spacciatori.

I soldi ai cechi arrivati dopo tre giorni

In Repubblica Ceca invece il governo ha preso le cose subito con serietà. Come prima cosa sono stati costruiti o realizzati in pochissimi giorni due ospedali destinati esclusivamente al Covid, di cui uno a Praga. E tutti i contagiati sono stati direttamente mandati lì, senza passare dagli ospedali. Lo Stato poi ha quotidianamente informato i cittadini di tutto quello che stava succedendo, e indicando i comportamenti da adottare, con la massima tranquillità. Certo, c’è stato anche lì il lockdown, ma tutti quelli che ne sono stati danneggiati sono stati rifusi dopo tre giorni. Cioè, la gente ha avuto i soldi dopo tre giorni.

In Italia gli aiuti ancora non si vedono

In Italia ancora non si vedono, se non in piccoli casi non significativi. La riapertura da noi avverrà navigando a vista, i decreti non escono e comunque sono incomprensibili ai più. La bagarre che si è scatenata sui mass media ha disorientato gli italiani. Addirittura il capo della Protezione civile Borrelli ha detto nelle sue conferenze delle 18 che le mascherine erano inutili, e solo perché noi non eravamo riusciti a procurarcele, e ancora mancano. Per non parlare del caso-Lazio. Una vergogna indicibile.

A marzo arrivati sette Antonov carichi di Dpi

In Repubblica Ceca ecco come hanno fatto. All’inizio della crisi Milos Zeman ha chiamato il suo compagno Xi Jinpin e ha chiesto aiuto. Verso metà marzo sono arrivati a Praga i primi sette Antonov (enormi aerei ex sovietici dove caricavano anche i carri armati, ndr) pieni di dispositivi sanitari. Poi ne sono arrivati due a settimana. Nel frattempo, lo Stato ha chiesto ai cittadini che sapessero cucire di iniziare a fabbricare mascherine e semmai di distribuirle ai suoi vicini. Adesso le distribuiscono per strada a chiunque ne abbia bisogno.

In Repubblica Ceca mascherine distribuite gratuitamente

I poliziotti, anziché dare la caccia ai cittadini come in Italia, hanno aiutato la popolazione. Sì, perché in Repubblica Ceca lo Stato non è nemico e persecutore del popolo come qui da noi. E le cifre del contagio dimostrano la qualità differente dell’intervento. Ora la situazione è quasi tornata alla normalità in Repubblica Ceca, mentre da noi si istituiscono ancora “zone rosse”.

Riteniamo che il governo italiano anche in questa drammatica emergenza si sia comportato come peggio non poteva, sbagliando tutto quello che poteva per sbagliare, e non solo per incapacità ma soprattutto per arroganza e presunzione. Alla luce di tutto questo. ci auguriamo che la nostra classe politica risponda nei tribunali dei danni fin qui causati.

Commenti

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  • Carlo 19 maggio 2020

    Io vivo in Repubblica Ceca a Brno e non è assolutamente così come si descrive nel articolo. Mi dispiace.

  • Rosa mazzocchi 18 maggio 2020

    La Repubblica Ceca e stata più fortunata perché non è stata la prima come l italia ha avuto modo di prepararsi sono come popolazione meno di noi e più sparsi non e detto che con le aperture abbia i suoi problemi anche lei sicuramente economici.

  • Veronica 18 maggio 2020

    Gentile Antonio Pannullo,
    chiarisco subito che sono italo-ceca, in quanto vivo in Italia e sono nata a Praga. Credo di conoscere le due situazioni abbastanza bene e questo mi ha portato a lasciare un commento al suo articolo indirizzato al presidente Conte.
    Come italiana sono d’accordo con lei sulla problematica politica e “all’italiana”. In due semplici parole: troppe poltrone. Il nostro folclore italiano non facilita la situazione “normale”, figuriamoci quella d’emergenza. Per essere più precisa intendo “folclore” come mancanza o sostituzione dell’istruzione, inclusa quella civica. Penso che i dati sulla qualità dell’insegnamento e la fuga dei cervelli dal paese parlino da soli. In quanto al presidente Conte io, ma certo è la mia personale opinione, il suo operato lo paragonerei ad un Davide versus Golia. Si è rimboccato le maniche, non ha dormito (si vede) e ha fatto. Male? È discutibile. Come dice lui: “Fate voi se pensate di saper fare di meglio”. Gli hanno scaricato il barile, l’ha preso e ha fatto del suo meglio. Qualcun altro ha fatto di più, meglio, più veloce? Prendendo esempio dalla Cechia? Non mi risulta. Forse mi è sfuggito, forse qualcuno di migliore c’è ma, come lei stesso dice, con la baraonda mediatica è difficile farci caso. Arrivo alla Cechia. Ne conosco la mentalità e seguo le loro notizie. Ha ragione, sono meno intasate. Già leggendo le prime righe del suo articolo ho sorriso. Non certo per il suo stile o la sua convinzione di aver trovato un pozzo di verità. Trovo curioso il fatto che, nonostante sia venuta per scelta a vivere in Italia e il mio paese d’origine mi sia caro, ricordo ancora bene le mie motivazioni. La Cechia è un paese che ha vissuto per 50 anni in un regime politico. Le assicuro che non era una passeggiata. 50 anni segnano ben due generazioni. Lasciando un segno nell’educazione, nel rapporto con il prossimo, nel senso civico. Nella convinzione di quanto sia importante e prezioso potersi acculturare e ricevere un’istruzione. Mi perdoni per questa digressione ma il concetto non è semplice da liquidare con un “prendiamo esempio dal paese tal dei tali”. Sono d’accordo con diversi concetti esposti ma non come il posto ideale dove cercare la soluzione. Personalmente penso si trovi altrove, ovunque attorno a noi che ci troviamo sulla cartina dell’Italia. Perché per la mia conoscenza penso che, per com’è messa, l’Italia sia difficilmente paragonabile alla Cechia. I problemi della nazione in cui si vive sono problemi di tutti e quindi la domanda è per ognuno di noi: “Davvero faccio tutto quello che è nelle mie facoltà?”. Perché so per certo che non posso avercela con te (Conte, vicino di casa, compagno di scuola). O, se preferisce, solo con Conte.
    Ad ogni modo, mantenendo viva l’attenzione italica per il superficiale non nascondo che mi fa piacere questa sua ammirazione per il mio paese natio e la sua capacità di gestione. Allo stesso tempo sono molto dispiaciuta e amareggiata per la strada sulla quale viaggia l’Italia. Però questo non conta nulla.

    Grazie per l’attenzione,
    Veronica Petinardi

  • Smitkova Helena 18 maggio 2020

    Mi sembra Alice nel paese delle meraviglie .. ma da dove prende le notizie? Chiusura frontiere subito, spedizione di materiale sanitario alla Cina quando a loro stessi mancavano, specie respiratori ( ho parenti impiegati nella sanità) quarantena due settimane chi tornava da fuori, ancora oggi gli anziani rinchiusi nelle case riposo senza vedere i propri cari nemmeno dalla finestra!! e senza che loro lo possano mandare la frutta che viene loro fornita dalle case riposo solo una, massimo due volte a settimana…i soldi dati agli imprenditori?? Ma se rischiano fallimento e licenziamenti proprio come qui .., potrei continuare ma voglio solo dire: due cose sono decisive: il virus non si sa perché lì non era così aggressivo e secondo – la gente è molto più rispettosa delle regole, quando mai gli italiani avrebbero portato le mascherine fuori per due mesi come loro? Multe salatissime chi non l’avrebbe messa … altro che!

  • Luigi 17 maggio 2020

    Da aggiungere che a livello semi ufficiale la frase più ripetuta è stata più o meno questa” non facciamo come l’Italia “, questa è stata la raccomandazione. Altro che lo sbandierato” modello Italia “. Conte lo può raccontare ai gonzi nostrani. Ciò che succede in Rep Ceca lo posso testimoniare con assoluta cognizione di causa, dal momento che una parte della mia famiglia è cittadina ceca.

  • Renato 17 maggio 2020

    Mi fa piacere che il Secolo D’Italia sia diventato un Giornale Socialista

  • Angelo 17 maggio 2020

    Io vivo in Repubblica Ceca per lavoro e confermo tutto e non solo l’emergenza è stata dichiarata il 12 marzo con solo 100 casi dal GG dopo obbligo mascherine o sciarpa a tutti pena multa 800 euro e se sei in quarantena ma sai 120.000 euro di multa più carcere! I soldi sono arrivati a tutti, a me no perché sono solo x lavoro e azienda italiana, ma ho avuto sconti su affitto del 50% sia lavorativi che abitativi.
    Qui i test sia sierologici che tamponi li fanno ovunque a pagamento ( 40 euro e 80 euro) ma se sei positivo è gratis con tutta l’assistenza!
    Sono meravigliato della risposta del governo e dell’efficienza Ceca!

  • Francesco Ciccarelli 17 maggio 2020

    Le mascherine distribuite gratutiamente sono quelle che il Governo ceco ha rubato all’Italia?

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