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Caso Palamara, Gasparri: «Nelle sue chat inquietanti rapporti tra Pd e toghe romane»

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  1. Cervohold ha detto:

    Tutto regolare, i social-catto-comunisti prima hanno occupato militarmente tutti i gangli vitali dello Stato, tramite la cultura, la scuola e l’università e i concorsi pubblici pilotati dai sindacati e le nomine, poi prese in mano le gazzette con i comitati di redazione e le procure con i magistrati comunisti hanno sistematicamente fatto fuori tutti gli avversari politici in grado di ostacolarli nei loro disegni di potere. Se non vogliamo fare la stessa fine dobbiamo reagire e colpire il tumore alla radice senza pietà per impedirgli di operare a mano libera è in ballo la democrazia.

  2. Giuseppe Forconi ha detto:

    Se io fossi un boss mafioso……. mi sentirei una pezza da piedi davanti a quello che sta succedendo nei meandri dell’attuale governo.
    Non c’e’ che dire, sono peggiori della stessa mafia.
    Leggere tutti questi nomi e’ una girandola interminabile, come una interminabile catena di anelli saldati tra loro. Altro che rivoluzione, neanche la contro aerea basterebbe per spedirli tutti all’inferno, ma….. ci sarebbe un problema, satana non ce li vorrebbe.

  3. Luca ha detto:

    All’inizio del 2014 Storace presentò una interrogazione per capire i rapporti intercorsi tra il Segretario della Giunta Regionale e la Procura di Roma.
    Il motivo era la nomina del dirigente dell’area rifiuti della regione Lazio.
    Dopo anni forse c’è una risposta a tale comportamento

  4. roberto briganti ha detto:

    Il rapporto fra certa magistratura e le sinistre ha radici che affondano lontanissimo.
    I primi a farne le spese sono stati, da sempre , tutti i giovani anticomunisti che perseguitati e perseguiti hanno sempre subito sentenze “esemplari”, anche quando, per fatti analoghi si vedevano protagonisti i sinistri; per molti magistrati, infatti, quelle azioni, erano faziosamente ed indulgentemente giudicati come “ragazzate”.
    Purtroppo allora come adesso, anche chi dovrebbe essere “super partes” gira la testa dall’altra parte e non sente la necessità di provare a ridare un senso alla parola GIUSTIZIA.
    Viva l’Italia!

di Redazione - 27 Maggio 2020