Caos procure, la «riprovazione» di Mattarella. E sul Csm: «Non si può scioglierlo a discrezione»

venerdì 29 maggio 18:49 - di Redazione

Caos procure, Mattarella esprime sconcerto e riprovazione. “In riferimento alle vicende inerenti al mondo giudiziario, assunte in questi giorni a tema di contesa politica, il Presidente della Repubblica ha già espresso a suo tempo, con fermezza, nella sede propria -il Consiglio superiore della magistratura- il grave sconcerto e la riprovazione per quanto emerso, non appena è apparsa in tutta la sua evidenza la degenerazione del sistema correntizio e l’inammissibile commistione fra politici e magistrati”. È quanto si legge in una nota dell’Ufficio stampa del Quirinale.

Il Quirinale interviene anche nella vicenda Csm.“Per quanto superfluo va chiarito che il Presidente della Repubblica si muove -e deve muoversi- nell’ambito dei compiti e secondo le regole previste dalla Costituzione e dalla legge e non può sciogliere il Consiglio superiore della magistratura in base a una propria valutazione discrezionale”. È quanto sottolinea sempre una nota diffusa dall’Ufficio stampa . “Il Csm, a norma della Costituzione, conclude il suo mandato -si legge -ancora- dopo quattro anni dalla sua elezione e può essere sciolto in anticipo soltanto in presenza di una oggettiva impossibilità di funzionamento, condizione che si realizza, in particolare, ove venga meno il numero legale dei suoi componenti. Qualora ciò avvenisse il Presidente della Repubblica sarebbe obbligato dai suoi doveri costituzionali a convocare, entro un mese, nuove elezioni dell’intero organo, ovviamente secondo le regole vigenti per la sua formazione”. “L’attuale Csm, rinnovatosi in parte nella sua composizione, non si trova in questa condizione ed è impegnato nello svolgimento della sua attività istituzionale”.

Commenti

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  • Grazia 30 maggio 2020

    Ammesso che sia vero, il Presidente Mattarella dovrebbe invitare caldamente alle dimissioni i componenti del CSM coinvolti in questo scandalo e minacciare le proprie dimissioni da se l’invito cadesse nel vuoto. Sarebbe il minimo sindacale.

  • federico 30 maggio 2020

    Se non era riuscito Cossiga a sciogliere il CSM, pensate che lo farà Mattarella? e dove sono i tanti che crocifiggevano Cossiga? ricordiamo almeno i nomi, le parti politiche?

  • roberto briganti 30 maggio 2020

    Il Presidente della Repubblica è indulgente verso la situazione creatasi, unica nella storia d’Italia.
    Infatti per la inaudita gravità della commistione politica di sinistra/magistratura, che distrugge definitivamente la fiducia che il Popolo dovrebbe riporre nella Magistratura, dovrebbe sciogliere il CSM e battersi per una rifondazione dello stesso su basi meritocratiche e non clientelari; ma si sa che per operare certe scelte ci vogliono gli attributi….
    Viva l’Italia!

  • Pino 30 maggio 2020

    La regia e’ saldamente in mano all’oscuro essere che viene dal sud. Non consentirà nulla a nessuno. Sta esplodendo tutto e lui serafico gestisce. Come i migliori capi dei capi.

  • eddie.adofol 30 maggio 2020

    E’ INACCETTABILE CHE IL PdR NON PUO’ SCIOGLIERE IL CSM PERO’ QUANDO DEVE FORMARE UN GOVERNO ABUSIVO COME LO E’ LUI IN QUEL PALAZZO ALLORA DIVENTA TUTTO REGOLARE O DA QUELLE LEGGI CAPESTRO CHE VA CONTRO IL POPOLO ITALIANO ALLORA E’ TUTTO REGOLARE QUEST’UOMO HA UNA CERTA ETA’ SAREBBE ORA CHE LASCIASSE X ANDARE IN PENSIONE A GODERSI I SUOI NIPOTINI SE C’E’ LI HA. TANTI SALUTI MADONNA SANTISSIMA.

  • Maurizio Giannotti 30 maggio 2020

    Il Presidente Mattarella non può limitarsi al messaggino di riprovazione. Sa benissimo di poter inviare con un messaggio alle Camere linee guida per stroncare il mercimonio messo in atto dal concorso tra PD e influenti Magistrati. Non siamo tutti digiuni di diritto Costituzionale e sappiamo che anche in passato ci furono interventi di vari Presidenti su notevoli questioni. Ora Mattarella prenda il coraggio a due mani e assuma una posizione netta contro chi ha trasformato la Magistratura in un mercato di cariche, onori e prebende. La Nazione lo reclama!!!

  • Cervohold 30 maggio 2020

    Si possono trarre due sole considerazioni: davanti al “fermo monito” i magistrati hanno fatto spallucce e i Partiti responsabili delle pastette e beneficiari degli intrallazzi politico-giudiziari hanno ignorato per ovvi motivi.
    La putrefazione delle Istituzioni fondamentali in Italia, che operano per ragioni di parte, ha raggiunto un livello tale da superare abbondantemente l’arbitrio e la dittatura antidemocratica; le riforme sono solo pannicelli caldi, bisogna intervenire con il bisturi e la ramazza per salvare quel poco di credibilità che rimane.

  • Giuseppe Forconi 30 maggio 2020

    …….. impegnato nello svolgimento della sua attivita’ istituzionale……. certamente e ce lo auguriamo, sperando che si dissipino o meglio che spariscano le oscure ombre che lo compongono.

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