Calenda show su Twitter: “Azione avanti su Renzi? Guerra tra poveri”. Menomale che se lo dice da solo

martedì 5 maggio 16:34 - di Redazione
L'europarlamentare e leader di Azione Carlo Calenda foto Ansa

I sondaggi sono impietosi verso governo e sinistre. Se ne rende conto da sinistra anche Carlo Calenda, che in uno dei suoi sfoghi social su Twitter cinguetta auto-ironico: «Ai miei quando si esaltano ricordo sempre che siamo 13-15 punti sotto Crimi e Di Maio»… Poi aggiunge sarcastico: «È una battaglia tra poveri praticamente…». Una battuta riuscita, quella del leader del giovane movimento, che l’ex Pd rilancia anche in veste di ospite di Un giorno da pecora. Quando, commentando gli ultimi sondaggi che parlano di un sorpasso del suo partito Azione (2,5%) rispetto a Iv di Matteo Renzi (2,2%), sentenzia scherzosamente sui posti da fanalino di coda, ironizzando sulla lotta all’ultima dichiarazione per evitare di sprofondare nella zona retrocessione.

Calenda show su Twitter: “Azione avanti IV? Una guerra tra poveri”…

Del resto, si sa, Calenda sa essere autocritico almeno quanto auto-ironico. Ma non che affievolisca il colpo quando si tratta di commentare avversari e nemici interni. Solo recentemente, nelle ultime settimane, il numero uno di Azione ha avuto una parolina sferzante per tutti. Bollando a suon di epiteti lapidari, dal premier in giù, tutti i membri dell’esecutivo. O quasi. «Conte? Retorico. Azzolina? Imbarazzante. Di Maio? Meglio tenerlo lontano». E su twitter va in onda un vero Carlo Calenda show, che ha inasprito la sua sceneggiatura “sdrammatica” proprio nei giorni del Dl liquidità approvato dall’ultimo Cdm. Quando, appunto, l’eurodeputato e leader di Azione, partendo da alcune “considerazioni” sul Dl liquidità, si è prodotto in una serie di giudizi senza nessuna metafora su governo e colleghi parlamentari. “Questo decreto contiene invece misure adeguate se funzionano. Lo vedremo subito”, chiarisce subito l’ex ministro.

«Conte? Retorico. Azzolina? Imbarazzante. Di Maio? Meglio tenerlo lontano»

Subito dopo, però, la timeline del leader di Azione si infiamma quando si passa ai giudizi sui protagonisti politici: «Consiglio di stare sul merito. La comunicazione retorico trionfalistica è la cifra di Conte. Io la detesto, ma in questo momento è il minore dei problemi», scriveva non a caso qualche giorno fa Calenda in un tweet. E in un’altra risposta aggiungeva caustico: «Comunque un buon principio mi sembrerebbe quello di tenere Di Maio lontano da qualsiasi attività operativa». Il ghiaccio è rotto. E subito arriva il bis sul premier, insieme alla “sentenza” sulla ministra dell’Istruzione: «Se posso Ministra Azzolina imbarazzante. Non si capisce nulla di quello che dice. Il tasso di vuota retorica sta arrivando alle stelle». Sulla “nuova primavera” di Conte, invece, non ha dubbi. «È una nuova vetta»…

Commenti

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  • biagio 6 maggio 2020

    Ottima analisi !
    I nostri politicanti potrebbero andar bene per il carosello ma non per l’Italia che ha bisogno di pochi ma chiari interventi, messi in atto senza tornaconti di corporazioni, ma nel primario interesse della nazione. L’illusione di poter dare tutto a tutti è una utopia che prima finisce meglio è.
    La strada imboccata è quella della bancarotta, in autunno i saldi non dell’abbigliamento ma del manifatturiero industriale ……

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