Boccia: “Chi sbaglia dovrà richiudere. Dal 3 giugno spostamenti fuori regione solo se il rischio è medio-basso”

martedì 19 maggio 18:16 - di Redazione

Preoccupazione e cautela. “Dobbiamo essere tutti molto preoccupati perché la settimana che sta iniziando sarà la settimana più difficile”. Così Francesco Boccia dai microfoni di Tagadà, su La7. “Sono preoccupato com’è giusto che chiunque debba esserlo. Questa e la prossima settimana saranno cruciali per capire se e come riusciremo a convivere con il covid-19”. Il ministro per gli affari regionali fa il punto della situazione delle riaperture e conferma il secondo step della fase 2: la mobilità extra-regionale. Dal 3 giugno sarà possibile uscire dalla propria regione se è il rischio contagio è medio basso.

Boccia: dal 3 giugno spostamenti fuori regione

Poi dà un nuovo altolà ai governatori: “Dal 18 maggio  le regioni dovranno essere in grado di mettere in sicurezza il loro territorio, ma niente errori: le regioni con problemi richiudono”.  Boccia dice chiaramente che se “il sistema di monitoraggio dirà che una Regione è ad alto rischio, dovrà richiudere. Ogni presidente di Regione deve sapere che comportamenti sbagliati rischiano di rimandare l’Italia sotto chiave. Attenzione. Serve uno sforzo immane per riprendersi, ma basta l’errore più banale per precipitare”.  Sul territorio – aggiunge – ci si rende subito conto se il sistema sanitario regge. E e allora si va avanti. Oppure se ci dovessero essere problemi. In tal caso, i problemi di una Regione non possono incidere sulle altre. La Regione che dovesse avere un problema avrà lo Stato sempre al proprio fianco. Ma non possiamo fermare le altre Regioni“.

“La sfiducia apre la crisi di governo”

E sull’app Immuni  assicura che “sarà pronta a fine maggio. Ma la tracciabilità si fa già, ma a mano”. Ottimista sul  fronte dei tamponi.  “Siamo il Paese che ne ha fatti di più al mondo”, mentre sui test sierologici c’è bisogno “di una revisione, alcune Regioni sono avanti altre indietro”. Il ministro dem torna ad affrontare il nodo politico della sfiducia al ministro Alfonso Bonafede.  La sfiducia al Guardasigilli – dice Boccia – equivale a sfiduciare l’intero Conte 2.  “La sfiducia a un ministro è una sfiducia a tutto il governo, mi pare evidente”, dice ad avvertire i colleghi renziani. “Siccome noi siamo persone serie e ci assumiamo le nostre responsabilità, chi sfiducia Bonafede sta sfiduciando tutto il governo Conte. Io mi auguro che ciò non accada. Perché la maggioranza è solida ed è una maggioranza che si assume sempre la responsabilità delle scelte, che facciamo tutti insieme”. Boccia auspica che “la mozione di sfiducia, che è un attacco parlamentare dell’opposizione, porti a un dibattito. Perché il Parlamento ha il diritto di avere tutte le informazioni possibili. Il ministro Bonafede ne ha già date tante e continuerà a darle. Noi siamo soddisfatti dei chiarimenti che ha dato. Poi, ci sono logiche politiche che devono essere molto trasparenti. Chi sfiducia Bonafede sfiducia l’esecutivo e sarebbe inevitabile aprire una crisi di governo”.

Commenti

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  • fazio 20 maggio 2020

    se chi sbaglia deve pagare in questi tre mesi non avete fatto niente solo promesse perchè non vi sospendete lo stipendio?
    Siete bravi solo a chiacchiere.

  • firmino 20 maggio 2020

    Gli aveva già risposto l’onorevole Cacciari, ma chi si crede di essere costui, Gesù Cristo?

  • sergio la terza 20 maggio 2020

    Giusto sfiduciare Buonafede è sfiduciare tutto il governo bravo Boccia l’ha capito.A CASA TUTTI.

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