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Italian Minister of Education, Lucia Azzolina, attends a press conference at the end of a Cabinet at Chigi Palace in Rome, Italy, 06 April 2020.
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Azzolina sulla poltrona che fu di Gentile e Moro: dai giganti ai nani e alle ballerine

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  1. biagio ha detto:

    I politici sono lo specchio dei popoli.
    Questo è lo standard della nostra società:
    Ladri, bugiardi, cinici, arrivisti, raccomandati, in-meritocratici, incapaci e impreparati, per i maschietti.
    Per le donne, le cose sono leggermente diverse, la maggioranza usa il loro corpo per avvantaggiarsi.
    Adescandando, usando e sfruttando, l’atavico maschietto.
    Raggiunto lo scopo come una mantide, distrugge e divora il carnefice, presentandosi all’opinione pubblica come una santarella.

  2. Lafra ha detto:

    La cara (c)Azzolina, si inserisce pienamente tra i/le peggior ministri che il Ministero alla Pubblica (una volta era così, purtroppo una volta…) abbia mai avuto. Peggio della Gelmini, e questo è dir tutto. Occorre un grande senso di responsabilità, di presa coscienza della situazione attuale, di quale sia, davvero, la situazione nelle scuole. Un insegnante su 4 è precario, serve una stabilizzazione, forte, condivisa come volontà politica, al di là delle ideologie,serve stabilizzare i precari con pluriennale servizio!

  3. eu7yZnsfvR ha detto:

    In assenza di una ferma e decisa guida governativa, TUTTI si erigono a MAESTRI di cosa sia meglio fare. Infatti, leggo sul quotidiano la Nazione, che tale Professoressa Boni , una probabile compagna di Grosseto, ha preso cappello contro il Ministro dell’ Istruzione per una ventilata soppressione dell’esame di terza media, conseguente all’ emergenza covid19, inviando una lettera patriottica di lesa maestà
    Durante la X battaglia dell’ Isonzo, nell’estate del 1917, un reggimento della B. Campobasso riuscì a conquistare il M. Santo di Gorizia, teatro di precedenti scontri durissimi. Purtroppo in zona vi era il famoso Maestro Toscanini che d’iniziativa salì in vetta con la banda militare della Brigata e fece suonare l’inno nazionale. Naturalmente gli Austriaci non la presero bene, per cui a notte fonda cannoneggiarono il M.Santo e immediatamente dopo lo rioccuparono.
    Intervistato in merito, il Maestro, sostenne che la MUSICA patriottica doveva prevalere su tutto, probabilmente anche sui poveri caduti che per quella iniziativa sul M.Santo ci rimasero. Ora gentile Professoressa Boni non faccia come Toscanini. Se ognuno di noi si arrogasse il diritto di accampare priorità imprescindibili dove finiremmo? Non sono certo un difensore di codesto Governo, ma a tutto c’è un limite. Caporetto arrivò anche perché c’era stato un M. Santo ed un uso diffuso di simili imprescindibili bravate.
    Comunque, non sarebbe stato un inno nazionale in più a farci vincere la guerra, come non sarà certamente un esame in più a farci sentire istruiti.

  4. gilberto ha detto:

    dimenticate i danni che ha fatto la statista gelmini con esame di stato a reggio calabria fate ridere voi del cdx

di Riccardo Pedrizzi - 6 Maggio 2020