Autostrade, governo al bivio e M5S in imbarazzo: revocare la concessione costa 23 miliardi

lunedì 25 Maggio 16:25 - di Michele Pezza
Autostrade

Una data, il prossimo 30 giugno, e un importo stratosferico: 23 miliardi. La prima indica la scadenza fissata sei mesi fa per mettere il punto alla pratica Autostrade; la seconda, invece, il valore della concessione alla sua scadenza naturale del 2038. Significa che da qui a un mese il governo si trova davanti ad un bivio nient’affatto facile. O trova un accordo sulla revoca previa modifica dell’art. 35 del Milleproroghe, consentendo ad Aspi di ricevere finanziamenti dalle banche, oppure dovrà restituire al gruppo Benetton che la controlla di restituire l’asset autostradale in cambio dei 23 miliardi prima citati.

Di Battista pronto a sfruttare eventuali cedimenti dei suoi

In poche parole, la revoca della concessione di Autostrade ad Aspi è una mina pizzata sotto la seggiola del premier Conte e dell’intero governo. Come si ricorderà, all’indomani del crollo del ponte Morandi di Genova, il M5S prese di mira il gruppo Benetton, cui spettava la manutenzione dell’infrastruttura, facendo della revoca della concessione un punto d’onore. Da allora sono passati due anni e il furore di quel momento sta lasciando il posto a valutazioni improntate più a convenienza che a convinzione. Almeno nell’ala governata dei 5Stelle guidata da Di Maio. Chi, invece, osserva da lontano la vicenda è Alessandro Di Battista, pronto a sfruttare il minimo segnale di cedimento dei suoi per rientrare in partita.

Renzi: «Su Autostrade no a divisioni ideologiche»

Nel frattempo, un richiamo tra il lusco e il brusco a Conte è arrivato proprio dal grillino Giancarlo Cancelleri. «Sicuramente – ha detto il viceministro alle Infrastrutture – non vorrà retrocedere rispetto a determinate posizioni che aveva già assunto». Un avvertimento a non fare troppo il furbo. Di Maio dovrà mediare e trovare una soluzione che certamente non sarà quella invocata dopo la tragedia di Genova. A meno che il governo non decida di dare 23 miliardi a Benetton. Sulla questione Autostrade si è fatto sentire anche Matteo Renzi con un «appello» a superare «il tempo della divisione ideologica». E subito. «Altrimenti – ha avvertito – decine di miliardi si fermano e vengono bruciati sull’altare del totem burocratico».

Commenti

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  • ADRIANO AGOSTINI 26 Maggio 2020

    Il M5S: ne avesse azzeccata una!

  • lamberto lari 26 Maggio 2020

    Occhio a calare le braghe, come al solito sembra tutto ineluttabile. A che punto stanno le inchieste della magistratura sinistrorsa sulle mancate manutenzioni del gruppo Benetton??? se non sono state fatte, altro che dare 23 milardi, cominciamo a sequestrare i conti per le cifre che devono essere spese per la manutenzione ordinaria e soprattutto straordinaria prevista dalla concessione in essere. Secondo punto non rinnovare la concessione significa rimettere a bando con regole e condizioni nuove con più garanzie (ovviamente) la concessione, rapida sburocratizzazione ed affido in tempi brevi, brevissimi….si può fare? Certo che si, la ricostruzione del ponte Morandi insegnerà pure qualcosa oppure si torna indietro come i gamberi?? Cosa dobbiamo temere?? che il gruppo Benetton prenda una legnata in borsa?? Vogliamo privilegiare gli speculatori che ingordi e non contenti di ripartire i profitti dei pedaggi autostrade (che paghiamo profumatamente) non spendono un centesimo in manutenzione e fanno morire connazionali e non per la loro cupidigia? Come pensa di comportarsi l’organo nazionale di vigilanza e controllo?? dopo tutti i rapporti che hanno evidenziato gravi, gravissime carenze manutentive, tutto finisce in un fascicolo a prendere polvere? Ed oggi sembra ineluttabile dare 23 miliardi di € a quei farabutti??? Ma quali problemi ci sono, quali impedimenti ci sono a prendere posizione chiara e determinata a far valere situazioni di diritto.
    A situazione estreme per gravità ed urgenza, devono seguire provvedimenti importanti ed urgenti a tutela dei cittadini, poi si vedrà nelle aule dei tribunali (sempre che ci siano giudici onesti intellettualmente) questo è il timore! Ministri, governo c’è bisogno di azioni rapide e dirompenti altro che blaterare da mattina a sera facendo passare il messaggio dell’ineluttabilità!