AST di Terni, Tyssenkrupp minaccia di vendere. Il governo batta un colpo

mercoledì 20 maggio 12:43 - di Domenico Labra
AST

AST di Terni a rischio chiusura. La zoppicante ripartenza dell’economia nazionale dopo il lookdown da coronavirus deve registrare la nuova furbata dei tedeschi di Tyssenkrupp. Che adesso, con le dichiarazioni del nuovo vertice insediatosi ad Essen, minaccia di abbandonare o vendere la fabbrica ternana. Impippandosene bellamente della storia e di quella qualità superiore, sempre garantita dai lavoratori di Acciai Speciali Terni, autentico fiore all’occhiello della siderurgia italiana. Recentissima la firma di una nuova intesa: nel mese di giugno 2019. Un accordo che si raggiunge con la previsione di un balzo della produzione a un milione di tonnellate di acciaio inox nel periodo tra il primo ottobre 2019 e il 30 settembre 2020.

AST, fiore all’occhiello

Poi ecco Covid-19 e col virus la decisione della casa madre tedesca di cercare uno o più partner o, di vendere AST. La società dice che comunque nulla è ancora deciso e che, per questa ragione “sta verificando possibili soluzioni di consolidamento per l’acciaio ed è aperta a tutte le opzioni”. Massimiliano Burelli, ad della azienda ternana, scrive ai dipendenti per rassicurarli: “Per AsT, al momento abbiamo una sola certezza, verranno valutate tutte le opzioni capaci di garantire crescita e sviluppo a un’azienda come la nostra, che negli ultimi anni ha dimostrato di essere competitiva sul mercato e in grado di migliorarsi costantemente, anno dopo anno”. Ma la preoccupazione della città e delle maestranze cresce. Leonardo Latini, sindaco di Terni, vede già a rischio le prospettive del sito industriale senza alcuna garanzia per il futuro. AsT è esempio tangibile di qualità e di capacità produttiva. È storia e tradizione italiana. Nessuno può pensare di abbandonare questa azienda a se stessa. Nè di lasciarla in pasto alla logica dei “mercati”. Bisogna battere un colpo. E tocca al governo.

 

 

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