Aria condizionata, Rezza (Iss): non è provato che possa trasmettere il virus

lunedì 4 maggio 15:30 - di Redazione

E’ stato ipotizzato che l’aria condizionata possa aerosolizzare il virus e trasmetterlo a distanza, ma non è assolutamente provato. Ad affermarlo è Gianni Rezza, direttore del dipartimento malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità, parlando ad Agorà della fase 2 e dei rischi collegati al rientro al lavoro.

Rezza spiega che a destare l’allarme sull’aria condizionata è stato “un articolo comparso su una rivista americana sul tema delle malattie infettive emergenti. Il titolo era fuorviante – sottolinea il virologo – perché affermava che il virus si era trasmesso attraverso l’aria condizionata. Poi si è visto che erano due famiglie che stavano su due tavoli vicini, distanziati a più di un metro, e l’aria condizionata aveva fatto in pratica da vento, spostando le goccioline di saliva a distanza. Si è trattato di un caso eccezionale, non è stata l’aria condizionata in sé a trasmettere il virus”.

La questione è però tutt’altro che chiusa. La virologa Ilaria Capua è stata tra i primi a nutrire dubbi sui condizionatori. La virologa ha spiegato che “non possiamo escludere il propagarsi del coronavirus dai condizionatori. La Sars 1, nel 2002, si è propagata dai sistemi di aerazione e riscaldamento di un hotel. Non possiamo escludere origine e durata perché conosciamo questo virus solo da quattro mesi, Sappiamo però che i virus sono abbastanza delicati, non sopravvivono a temperature estreme. Il caldo potrebbe seccare lo starnuto e diciamo che quello che cade in terra non potrebbe infettare”.

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