Virus, il divieto di dire messa accende lo scontro in Vaticano. Il Papa “scomunica” la Cei

mercoledì 29 aprile 17:47 - di Redazione
Papa

E quando il gioco si fa duro che i duri cominciano a giocare. Anche se il “duro” in questione veste abitualmente di bianco e di “mestiere” fa il Papa. E scusate se è poco. Ma è così. Stando a quanto pubblicato in alcuni retroscena giornalistici, infatti, il Pontefice avrebbe “scomunicato” i suoi vescovi, apparsi troppo intemperanti nei confronti di Conte. Al centro della contesa tra Cei e Palazzo Chigi, la decisione del governo di non concedere subito il via libera, nella Fase 2, alle messe celebrate in chiesa con i fedeli, pur nel rispetto delle misure di sicurezza. I vescovi si aspettavano un’apertura alle loro istanze che non è arrivata. Da qui la dura presa di posizione culminata in un attacco pubblico divulgato subito dopo la conferenza stampa del premier di domenica sera.

Dopo la telefonata di Conte a Papa Francesco

All’indomani, scrive Massimo Franco sul Corriere della Sera, Conte avrebbe chiamato Casa Santa Marta, la residenza del Papa. Una telefonata chiarificatrice al massimo livello, che avrebbe partorito anche l’ipotesi di un protocollo per svolgere le messe in sicurezza, all’aperto, dall’11 maggio. Obiettivo centrato, stando alle parole pronunciate ieri da Francesco durante la messa: «Preghiamo il Signore, perché dia al suo popolo, a tutti noi, la grazia della prudenza e dell’obbedienza alle disposizioni perché la pandemia non torni». Parole risuonate come un avallo, seppur indiretto, alla linea del governo e una sconfessione del “muro contro muro” emerso nel comunicato della Cei, che aveva parlato di «decisione arbitraria» e di «libertà di culto compromessa».

Possibile ripresa delle funzioni religiose dopo l’11 maggio

Non si tratterebbe, tuttavia, di una semplice ancorché energica mediazione da parte di Papa Francesco. I bene addentrati negli arcana vaticani sostengono infatti che nelle sacre mura sia in atto uno scontro politico a tutto tondo che vedrebbe opposti i vescovi della “vecchia guardia” ai vertici della Cei. Da settimane questi ultimi, rivela una fonte, subirebber pressioni «enormi» da parte dei primi. In quest’ottica, le parole del Papa, più che a Conte, che ne beneficia comunque, sono un assist al vertice della Curia. In grado ora di resistere ai fautori dello scontro con il governo, con la più classica ed inattaccabile delle formule: «Il Papa non vuole».

 

 

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