Pedrizzi (Ucid): “Libertà di culto anche nell’impresa”

lunedì 27 Aprile 15:33 - di Redazione
Pedrizzi

“Apprendiamo a seguito delle ultime comunicazioni ufficiali del Governo italiano che nonostante siano venuti e verranno meno nelle prossime settimane molti dei divieti relativi all’emergenza epidemiologica, la libertà di culto non sia stata ancora pienamente riconosciuta e ripristinata anche nella sua irrinunciabile e costitutiva dimensione pubblica”. Ad affermarlo è il presidente nazionale del Comitato Tecnico Scientifico dell’Ucid, Riccardo Pedrizzi. “Non esiste un cristianesimo ‘privato’, esso stesso ha rilevanza e dimensione nello spazio pubblico e non spetta né all’autorità politica, né ai virologi, né agli scienziati – sottolinea Pedrizzi – stabilire come e dove i cristiani possano manifestare la propria religiosità, così come non può esistere un cattolicesimo con una comunione soltanto ‘spirituale’ e non anche sacramentale e comunitaria, il quale si ridurrebbe ad una forma di gnosticismo come giustamente affermato dal Santo Padre nell’omelia di Santa Marta di venerdì 17 aprile 2020 (nella foto)“. “Si fa fatica a comprendere – sostiene Pedrizzi – perché molte altre attività siano state già autorizzate mentre le celebrazioni liturgiche restino soggette ai divieti, per questa ragione come Comitato Tecnico Scientifico dell’Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti (Ucid) rappresentativa degli imprenditori e dei dirigenti d’azienda cattolici, ci uniamo ai nostri Vescovi nel chiedere il pieno ripristino del diritto naturale ed universale alla libertà religiosa, attraverso l’adozione di opportuni protocolli di sicurezza”.

La nota di Riccardo Pedrizzi

Il mantenimento delle limitazioni verso tale diritto di libertà ormai oltre ogni giustificazione, sottolinea Pedrizzi, “costituisce un vulnus intollerabile, non possiamo non ricordare che limitazioni del genere non sono state adottate nemmeno nei regimi più autoritari dove non esistono le altre libertà”. Come imprenditori e dirigenti d’azienda cristiani, aggiunge, “chiediamo anche la libertà di poter tornare a celebrare Messa all’interno delle nostre aziende, perché la fede è la linfa vitale non soltanto dell’assistenza sociale volontaria, ma anche di imprenditori, dirigenti, quadri e lavoratori chiamati a rimettersi in moto per sollevare il Paese dalle macerie non solo materiali ma anche spirituali lasciate dal Covid19”.

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