Mascherine, uno studio mette in discussione le protezioni: ecco quali tipi non fermano il virus se c’è tosse

martedì 7 aprile 16:09 - di Redazione
Test per valutare l'efficacia delle mascherine foto Ansa

Certe mascherine non fermano il virus in presenza di una persona infetta con la tosse. Contrordine: le maschere chirurgiche e quelle di cotone non sarebbero in grado di impedire la diffusione del nuovo coronavirus attraverso un colpo di tosse. È quanto sembra emergere da un piccolo studio realizzato in Corea del Sud e pubblicato sugli Annals of Internal Medicine. Anche se, come ricorda Newsweek, i ricercatori affermano che sono necessarie ulteriori indagini per stabilire se queste mascherine prevengono la diffusione del virus causa di Covid-19.

Mascherine, alcuni tipi non fermano il virus

I ricercatori hanno chiesto a quattro pazienti Covid-19 in Corea del Sud di entrare in stanze di isolamento a pressione negativa. Ai volontari, tutti tra i 35 e gli 82 anni, è stato chiesto di tossire quattro volte ciascuno su cinque piastre separate, posizionate a 20 cm dalla bocca. La prima volta non indossavano nulla. Poi avevano una mascherina chirurgica. Seguita da una di cotone: e di nuovo nessuna barriera. Le mascherine chirurgiche monouso utilizzate nello studio misuravano 180 mm × 90 mm e avevano tre strati. Mentre quelle di cotone riutilizzabili misuravano 160 mm × 135 mm ed erano composte da due strati. Dopo che i volontari hanno finito di tossire, i ricercatori hanno prelevato dei tamponi dalle superfici interna ed esterna delle mascherine.

Specie in presenza di tosse

Il team di Sung-Han Kim e i suoi colleghi hanno trovato Sars-CoV-2 all’esterno di ogni maschera. Mentre «la maggior parte» dei tamponi dall’interno risultava negativo. Trovare più particelle di virus sull’esterno rispetto all’interno della mascherine è «degno di nota», hanno detto gli scienziati. È improbabile che gli stessi ricercatori abbiamo sparso il virus mentre “tamponavano” le maschere. Le particelle di Sars-CoV-2 potrebbero essere sfuggite dai bordi delle mascherine. Oppure mini-residui emessi durante il colpo di tosse potrebbero essere penetrati nei dispositivi. I risultati, secondo gli autori, sottolineano l’importanza di lavarsi le mani dopo aver toccato la superficie esterna di questi dispositivi.

Lo studio di un team sud-coreano

«Non sappiamo se queste mascherine riducano il “viaggio” delle goccioline emesse con la tosse», hanno detto. «In conclusione, sia le mascherine chirurgiche che quelle in cotone, sembrano essere inefficaci nel prevenire la diffusione del virus attraverso la tosse dei pazienti nell’ambiente e sulla superficie esterna della maschera». Sono necessarie ulteriori ricerche per stabilire l’efficacia nel caso di asintomatici. O di soggetti positivi che non tossiscono. Insomma, questo studio sembra destinato a sollevare ulteriori dubbi e polemiche sull’efficacia delle mascherine. E proprio mentre in Italia si moltiplicano le ordinanze che ne richiedono l’uso fuori casa…

Commenti

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  • biagio 8 aprile 2020

    Troppi studi;
    troppi fantomamici ricercatori;
    troppi dubbi e incertezze;
    troppe ricerche “spazzatura”.
    Sicuramente una continua e costante informazione fatta di: dubbi, incertezze e spazzatura, non ci farà sconfiggere un nemico infinitamente piccolo e inarrestabile che ha messo sotto scacco l’umana onnipotenza.

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