Kim è morto. In Corea tutto tace, Trump parla di “fake”. Ma da settimane non c’è traccia “pubblica” del dittatore

24 Apr 2020 15:26 - di Redazione
King Jong-un foto Ansa

Il leader nordcoreano Kim Jong-un potrebbe essere già morto. È quanto sostiene Francesco Sisci, sinologo, professore di politica internazionale all’Università di Pechino, in un riferimento alle notizie circolate nei giorni scorsi sul leader nordcoreano. Il quale, come noto, il 12 aprile sarebbe stato sottoposto ad un intervento chirurgico in seguito ad una crisi cardiaca. «Che io sappia è già morto», dice all’Adnkronos il professor Sisci. Che poi, alla domanda su quando potrebbe arrivare da Pyongyang un annuncio ufficiale, replica: «Nessuno lo sa. Potrebbero volerci giorni. Ma anche mesi»…

Kim Jong-un potrebbe essere già morto

Anche per questo, quanto alla successione del “caro leader” 36enne, in un Paese in cui il potere si è sempre trasmesso per via “dinastica”, Sisci non azzarda previsioni. «La sorella, Kim Yo Jong, è la candidata principale. Ma è molto giovane. Ed è donna». Intanto Seul – che nei giorni scorsi aveva detto di non aver rilevato alcun “segnale insolito” in arrivo da Pyongyang dopo la notizia sulle condizioni di salute di Kim – oggi ha parlato di “un aumento insolito” delle attività militari in Corea del Nord. Dunque, se confermate le indiscrezioni che danno il dittatore comunista per deceduto, quali sono i rischi per la regione? «La situazione è estremamente delicata – sottolinea il sinologo –. Le frizioni tra Stati Uniti e Cina sono al punto più basso da decenni… 70 anni fa con la guerra di Corea cominciò la Guerra Fredda. Oggi è possibile che qui ricominci tutto»…

Da Pyongyang tutto tace, mentre gli Usa bollano la notizia come “fake”

Nel frattempo, però, tutto tace da Pyongyang. Silenzio dai media ufficiali nordcoreani. Nelle alte sfere diplomatiche. No-comment dall’esercito. nessuno parla. Nessuno azzarda. Nessuno raccoglie rumors o rilancia ipotesi. Meno che mai su un possibile “dopo”. Del resto, la stessa agenzia sudcoreana Yonhap segnala come non ci siano notizie neanche sul luogo in cui si troverebbe il “caro leader”. Né, tanto meno, sulle sue eventuali attività. Martedì intanto, citando una fonte dell’intelligence americana, la Cnn ha riferito che Kim sarebbe «in grave pericolo» dopo un intervento. Ma ieri Donald Trump, che nei giorni scorsi aveva augurato a Kim di «stare bene», ha risposto a un giornalista che gli chiedeva di Kim: «Penso che la notizia non sia corretta». Il riferimento è alla Cnn. «Ho sentito che hanno usato vecchi documenti – ha aggiunto nelle dichiarazioni riportate da The Hill –. Spero sia una notizia sbagliata». Poi il presidente americano ha alzato i toni dopo aver declinato una domanda di un giornalista della Cnn che chiedeva se avesse avuto contatti con Kim. «La Cnn è fake news – ha  tuonato il tycoon durante il briefing della notte scorsa alla Casa Bianca – non parlate con me». e il discorso resta aperto. E i dubbi tutti a galla…

Ma da due settimane non c’è traccia “pubblica” di Kim

E allora, nell’incertezza si procede per deduzioni. Come nel caso della segnalazione sempre della Yonhap: i media ufficiali della Corea del Nord hanno diffuso notizie su messaggi diplomatici inviati da Kim, ma senza foto o informazioni sulla sua attività pubblica. Mercoledì, ad esempio, le autrità locali hanno annunciato un messaggio di risposta di Kim al leader siriano Bashar al-Assad, che aveva scritto in occasione dell’anniversario della nascita di Kim Il-sung. Ma, sottolinea la Yonhap, da due settimane non c’è traccia “pubblica” di Kim. Anche se non è raro che il “caro leader” scompaia dai riflettori. Nel 2014, ad esempio, non si fece vedere per un mese. Poi uscì la notizia di un intervento alla caviglia per rimuovere una cisti. Questa volta però non si è fatto vedere neanche alle commemorazioni per l’anniversario della nascita del nonno Kim Il-sung, il 15 aprile scorso. Ed è stata proprio questa assenza – mai registrata dal 2011 – ad alimentare le speculazioni sulle sue condizioni.

Kim potrebbe essersi rifugiato a nella residenza di Wonsan in fuga dal Covid?

Ma allora, che fine può aver fatto? nella totale assenza di notizie ufficiali e di immagini che non siano di repertorio, ieri Seul ha confermato che «non si registrano attività insolite» in Corea del Nord. Non che avvalorino le ultime notizie sullo stato di salute del dittatore scomparso dai radar. Kim, però, sembra accreditarsi via via che passano i giorni, non si troverebbe a Pyongyang. Bensì in una “regione locale”. Indiscrezioni di stampa segnalate dalla stessa Yonhap ipotizzano che, con la minaccia del coronavirus, il leader nordcoreano possa essersi “rifugiato” nella residenza di Wonsan. Il Pentagono ritiene comunque che il leader nordcoreano abbia il «pieno controllo» delle forze militari e delle capacità nucleari del suo Paese. Come ha fatto sapere nei giorni scorsi il vice capo degli stati maggiori riuniti, generale John Hyten.

Un «aumento insolito» delle attività militari della Corea del Nord

È in quest’ottica che vanno considerate allora le segnalazioni che arrivano dalla Corea del Sud di un «aumento insolito» delle attività militari della Corea del Nord, rimasta in silenzio dopo le indiscrezioni di stampa sulle condizioni di salute di Kim Jong Un? anche su questo le risposte sono vaghe ed insoddisfacenti. Come quelle rilanciate dall’agenzia Yonhap, secondo cui il ministro sudcoreano della Difesa Jeong Kyeong-doo, ha parlato di un «aumento delle tensioni militari», con un «insolito incremento delle attività di ispezione di combat readiness (capacità operative), per lo più dell’artiglieria. E delle operazioni di volo dei suoi aerei militari. Dieci giorni fa, alla vigilia dell’anniversario della nascita del “presidente eterno” di Kim Il-sung, la Corea del Sud ha segnalato il lancio da parte della Corea del Nord di una serie di missili a corto raggio durante un’operazione dalla costa orientale. Facendo sapere che si trattava probabilmente di missili antinave caduti in mare dopo aver percorso una distanza di circa 150 km…

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