Incredibile, ma vero: in rete la petizione per intitolare a Toninelli il nuovo ponte di Genova

mercoledì 29 aprile 15:51 - di Marzio Dalla Casta
Toninelli

Intitolare a Danilo Toninelli il risorto ponte di Genova. Non ridete, non è uno scherzo. L’iniziativa già campeggia su Change.org e al momento in cui scriviamo ha raccolto 1448 firme sulle 1500 fissate come obiettivo. Avevamo uno statista e non ce n’eravamo accorti. Neppure i Cinquestelle che pure lo avevano arruolato, fatto eleggere e persino nominato ministro al tempo del primo Conte, quello gialloverde. Un genio incompreso. Persino irriso per la sua aria «concentrata», spesso inutilmente concentrata. Gaffeur disinvolto come pochi, ora Toninelli si prende la sua piccola rivincita sui detrattori con l’aria di chi pensa alle tante volte in cui ai grandi è capitato di inciampare in uomini di poca fede.

Tutte le gaffe di Toninelli

Ma un po’ di colpa è anche sua. Chi volete che potesse prendere sul serio a un ministro che fantasticava su un tunnel, quello del Brennero, che in realtà non esiste? O che mischiava elettrocardiogrammi e codici parlando di decreto, quello Genova, «scritto col cuore ma anche con tecnica giuridica elevata»? O che – ancora – ironizzava sulla «revoca della concessione» al barbiere di fiducia nel momento in cui infuriava la polemica contro i Benetton, concessionari del tratto di autostrada crollato con il “Morandi”. E che dire, in proposito, della strampalata idea del «picnic sul Ponte», ultima perla infilata dall’ex-ministro? Già, lo stress da concentrazione aveva convinto Toninelli a tirare fuori dal mazzo il jolly del «ponte vivibile». Che cosa intendesse lo spiegò da par suo: «Un luogo d’incontro in cui le persone possono vivere, possono giocare, possono mangiare».

La bufala del «ponte vivibile»

Bello eh? Peccato che quello accartocciatosi in quel maledetto Ferragosto fosse un ponte autostradale, difficile da adattare a luogo per scampagnate. Ma non per questo il Nostro non si arrese. Ai detrattori che sui social lo sbertucciavano, replicava postando foto di ponti che con quello crollato non c’entravano niente. Insisteva soprattutto perché, concentrandosi, ricordava un signore simpatico, distinto ed elegante seduto a un tavolino con in mano un bicchiere mentre intorno scorrevano auto e tram. A Toninelli il nuovo ponte piaceva così. Ne aveva parlato persino nel M0Vimento. Sono stati Di Maio e compagni a non informarlo che quel signore era l’attore Ernesto Calindri. Sorseggiava – è vero – il Cynar «contro il logorio della vita moderna» in modalità spartitraffico, ma solo per girare la réclame di Carosello.

Commenti

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  • sergio 30 aprile 2020

    Molto meglio dargli il nome dell’architetto che l’ha progettato.

  • biagio 30 aprile 2020

    Più che a Toninelli, gli darei il nome Benetton, come fulgido esempio di concessionario di bene pubblico, arricchitosi senza investire nulla per manutenzione il bene in gestione, procurando la morte 43 persone e sfollandone più di 500.
    Per fare impresa in italia c’è un solo sistema foraggiare la politica, i Pidioti dovrebbero guardarsi allo specchio e trovare il promotore delle concessioni ai Benetton.

  • aldo 30 aprile 2020

    E’ vero si potrebbe chiamare: IL PONTE DEL TONTO!

  • flavio bettoni 29 aprile 2020

    per me le vittime del crollo lo vanno a prendere di notte.
    intitolare al signor no il ponte sarebbe l’ennesima pagliacciata da parte dei nostri nemici politici

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