Fase 2, i medici di Roma: «Vi diciamo noi come riaprire la città». Dai “saltacoda” alle “prenotazioni”

mercoledì 22 aprile 9:21 - di Redazione
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Come riaprire e dar vita alla fase 2? Nel caos generale, con il governo che naviga a vista, si muovono i medici di Roma. Danno alcune direttive, nella speranza che la Raggi e Zingaretti ne tengano conto. Sono linee che dovrebbero essere efficaci. Si parte dai tamponi e dal tracciamento epidemiologico, si continua con i “saltacoda” nei centri commerciali e negli outlet. Proprio come si stanno sperimentando in alcune catene del Nord Italia. Poi, mascherine chirurgiche obbligatorie («quelle vere») e kit protettivi completi in adeguate quantità. E ancora, unità mobili di pronto intervento e più sanità territoriale.

Punto per punto le misure dei medici per la fase 2

Primo punto . «Bisognerà partire dall’uso obbligatorio dei  dispositivi per tutti quanti, quali mascherine chirurgiche, quelle vere, e guanti assieme al gel igienizzante. Ormai lo sappiamo, che dovranno far parte del nostro quotidiano. Quindi bisognerà provvederegià da adesso a un rapido e massivo approvvigionamento per evitare, nella fase 2, di farci trovare impreparati».

Il distanziamento sociale

Secondo punto. «Andrà confermato il rispetto del distanziamento sociale nei luoghi di lavoro e nei locali pubblici, con accesso contingentato. Bisognerà ove possibile attivare sempre di più lo smart working per il più alto numero possibile di dipendenti, per ridurre persone circolanti e aggregazioni nei posti di lavoro».

L’uso di termoscanner, dove e quando

Terzo punto: «Bisognerà obbligatoriamente prevedere l’uso di termoscanner all’ingresso e all’uscita delle stazioni ferroviarie e delle metropolitane». Non solo, anche «nei centri commerciali e negli uffici così come nelle aziende. Si dovrà subito prevedere la presenza di personale medico e sanitario di riferimento, nelle aziende, meglio se medici del lavoro».

Le soluzioni per centri commerciali e outlet

Quarto punto per la fase 2. Per quanto riguarda centri commerciali e outlet, «sarebbe opportuno, oltre ai termoscanner agli ingressi, prevedere dei meccanismi tipo “saltacoda” normalmente utilizzati dai turisti di tutto il mondo. Attualmente sono in fase di sperimentazione in alcune catene di distribuzione alimentare del Nord Italia». Attraverso un’App, approfondisce Magi, si potrà prenotare il giorno e l’orario  per recarsi in questi posti. «L’accesso sarà consentito fino a un certo numero di ingressi evitando pericolose concentrazioni di persone. Anche in queste aree sarebbe opportuno prevedere spazi da adibire ad ambulatori con personale dedicato».

Tamponi e test seriologici

Quinto punto. «Il tracciamento epidemiologico, attraverso tamponi e in questa fase 2 anche i test seriologici, per capire l’andamento del contagio e permettere la circolazione e il lavoro nella massima sicurezza possibile. Quindi capacità e risorse per poter eseguire un altissimo numero di test (almeno nell’ordine di molte migliaia a settimana) nella popolazione generale asintomatica, con rapidissime procedure di autorizzazione

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