Doping, per Iannone “contaminazione alimentare”. Ma i giudici lo squalificano lo stesso per 18 mesi

mercoledì 1 aprile 16:43 - di Luciana Delli Colli
andrea iannone

Diciotto mesi di squalifica. È quanto ha comminato la commissione disciplinare della Fim, la Federmoto internazionale, al pilota dell’Aprilia MotoGp, Andrea Iannone, trovato positivo al drostanolone a un controllo antidoping lo scorso 3 novembre al Gp di Malesia. La squalifica per il trentenne abruzzese scadrà il 16 giugno 2021. I giudici, pur condannandolo, nella sentenza hanno spiegato che il pilota è stato vittima di una contaminazione alimentare. La difesa presenterà ricorso al Tas entro aprile, con il sostegno dell’Aprila Racing, che ha parlato di “pena assurda”, tanto più che “i giudici hanno riconosciuto la totale buonafede” del pilota.

Iannone: “L’obiettivo è tornate presto in moto”

Questo periodo è stato il più difficile della mia vita. Ho pensato davvero di tutto“, ha commentato Iannone a Sky Sport. “Vedere riconosciuta la mia innocenza è una vittoria. Poteva andare molto peggio. Anche se abbiamo perso lo stesso, visto la condanna di 18 mesi… Sono il primo caso di sospensione per contaminazione alimentare. Nessuno di noi sa con certezza cosa mangia. C’è incongruenza fra il regolamento e la vita reale. L’obiettivo – ha concluso Iannone – ora è tornare in moto il più velocemente possibile”.

L’Aprila Racing col suo pilota: “La pena inflitta non ha senso”

“Siamo molto soddisfatti che i giudici abbiamo riconosciuto la tesi della contaminazione alimentare, un po’ sorpresi per l’entità della squalifica“, è stato anche il commento di Antonio De Rensis, avvocato di Iannone. “Andrea ne esce pulito e questa è la cosa più importante”, ha poi aggiunto il legale, dicendosi fiducioso sull’esito del ricorso al Tas che presenteranno “entro il mese di aprile”. Iannone al suo fianco ha trovato anche l’Aprila Racing, che ha “preso atto del provvedimento”, sottolineando “lo sconcerto” che ha suscitato. “La pena inflitta non ha alcun senso, alla luce delle motivazioni scritte dagli stessi giudici Andrea avrebbe dovuto essere assolto. Rivogliamo Andrea in sella alla sua Aprilia RS-GP, saremo al suo fianco fino alla fine di questa vicenda e lo sosterremo nel suo appello”, ha commentato l’amministratore delegato di Aprila Racing Massimo Rivola.

 

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