Coronavirus, vaccino supera i primi test sugli animali. E tra i “padri” c’è uno scienziato italiano

venerdì 3 aprile 9:44 - di Redazione
vaccino

Il vaccino contro il virus che causa la Covid-19 potrebbe essere disponibile prima del previsto. Lo hanno annunciato i ricercatori della University of Pittsburgh School of Medicine coordinati dall’italiano Andrea Gambotto e da Louis Falo. Lo rende noto l’Agi, sul sito Ago.it. Il vaccino ha già superato la fase della sperimentazione animale e i primi test nel modello murino hanno mostrato che produce anticorpi specifici per il nuovo coronavirus in quantità ritenute sufficienti a neutralizzare il virus.

Vaccino, i risultati pubblicati su EBioMedicine

«I risultati di questi primi test sono stati pubblicati su EBioMedicine, rivista pubblicata da Lancet», si legge sul sito. «I ricercatori hanno potuto agire rapidamente poiché erano già state gettate le basi grazie a precedenti lavori durante le precedenti epidemie di coronavirus. L’Università di Pittsburgh opera in Italia attraverso Upmci.

L’importanza della proteina spike

«Abbiamo lavorato in passato con l’epidemia di Sars-CoV nel 2003 e Mers‐CoV nel 2014. Questi due virus, strettamente connessi alla Sars-CoV-2, ci insegnano che una particolare proteina, chiamata spike, è importante per indurre l’immunità contro il virus. Sapevamo esattamente dove combattere questo nuovo virus». A spiegarlo è Andrea Gambotto. «La nostra capacità di sviluppare rapidamente questo vaccino è il risultato della collaborazione tra scienziati». Scienziati «con competenze in diverse aree di ricerca che lavorano con un obiettivo comune», ha continuato Louis Falo.

La sensazione del velcro sulla pelle

I ricercatori – si legge su Agi.it – hanno inoltre usato un approccio innovativo per somministrare il vaccino. C’è l’impiego di un vettore a micro-aghi, che ne aumenta la potenza. Si tratta di un cerotto delle dimensioni di un polpastrello. Ha 400 minuscoli aghi che somministrano frammenti della proteina spike attraverso la cute, dove la reazione immunitaria è più forte. Ed è inoltre abbastanza indolore, più o meno come la sensazione del velcro sulla pelle.

I risultati del vaccino sui topi

I ricercatori sottolineano come i topi ai quali è stato somministrato il vaccino contro il Mers-CoV hanno prodotto un livello sufficiente di anticorpi per neutralizzare il virus per almeno un anno. Finora i livelli di anticorpi nei modelli vaccinati contro il Sars-CoV-2 sembrano seguire lo stesso andamento. È importante sottolineare come il vaccino con cerotto a micro-aghi contro il SARS-CoV-2 mantiene la sua potenza anche in seguito alla sterilizzazione con raggi gamma, un passo fondamentale verso la realizzazione di un prodotto adatto all’impiego nell’uomo.

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