Capitano Ultimo, la morte del maresciallo Castro: «Festeggiano le jene sui cadaveri dei leoni»

11 Apr 2020 10:14 - di Liliana Giobbi
Capitano Ultimo

«In silenzio muore il Maresciallo Orazio Castro, comandante della Stazione dei carabinieri di Aci Sant’Antonio. Festeggiano le jene sui cadaveri dei Leoni uccisi pensando di avere vinto. Ma le jene rimangono jene e i Leoni, Leoni. Lui combatte lui vive». L’ha scritto su Twitter il colonnello Sergio De Caprio, alias Capitano Ultimo. E ha postando un articolo così titolato: “È morto il maresciallo Castro, perseguitato dalla giustizia”.

L’atto di accusa di Capitano Ultimo

Un vero e proprio atto di accusa quelo del Capitano Ultimo. Orazio Castro è morto dopo anni di sofferenze provocate dal processo che lo ha visto imputato, per 13 anni, con accuse gravissime. Accusa sempre sconfessate dai giudici. Suo fratello Francesco ha contattato LiveSicilia e ha chiesto giustizia: «Orazio – ha detto – è stato un grande uomo, un carabiniere pluridecorato. Medaglia di bronzo e d’argento al valore militare. Ha dedicato la propria vita alla difesa degli ideali di giustizia e a combattere la mafia».

«Gli hanno distrutto la carriera e la vita»

Castro è stato coinvolto nel processo contro Sebastiano Scuto, ex re dei supermercati di Catania. Gli hanno distrutto la carriera, si legge nell’articolo postato da Capitano Ultimo. «I 13 anni di processi nei quali fu ingiustamente accusato di associazione mafiosa, lo segnarono duramente. Nell’animo e nella salute». Ha infatti avuto più infarti, un’operazione a cuore aperto, un aneurisma cerebrale «e infine un cancro che purtroppo lo ha battuto».

Capitano Ultimo e le parole del fratello di Castro

Una storia terribile, quella che Capitano Ultimo fa emergere.«Prima di essere vinto dal male, mio fratello fu annientato da una giustizia malata e superficiale», ha aggiunto il fratello a LiveSicilia. «Una giustizia che dava credito a criminali e mafiosi, solo per pugnalare i servi fedeli dello stato come Orazio, che venne distrutto in 13 anni di martirio infamante psicologico e mediatico.Mio fratello è stato un eroe che ha creduto nello Stato. Ma alla fine lo Stato gli ha voltato le spalle abbandonandolo».

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