Storace: perché Conte non è in quarantena come la Merkel? Perché i giornalisti non possono fargli domande? (video)

lunedì 23 Marzo 14:01 - di Redazione
Storace

E’ diventata un giallo la notizia dell’agente di scorta di Giuseppe Conte colpito dal Covid-19. Una notizia a partire dalla quale nessun giornalista ha più potuto avvicinare il premier. Conte si è sottratto alla conferenza stampa sull’ultimo decreto che blocca il Paese preferendo un canale privato, cioè la diretta su Facebook. Troppe anomalie, anche rispetto a ciò che avviene in Germania. Qui  Angela Merkel è in quarantena dopo aver avuto un contatto con un medico risultato positivo.

Conte e la quarantena

“Chi vuole evitare una doverosa quarantena al premier? – scrive Francesco Storace su 7Colli.it, il sito che per primo ha dato notizia dell’agente ricoverato  – C’è chi sostiene che la positività del sostituto commissario addetto alla vigilanza del premier, G.G., sia risultato infetto una decina di giorni orsono. Ora è intubato ma nel frattempo – sostiene Palazzo Chigi – il premier sarebbe stato sottoposto a uno o due tamponi con esito negativo. E questa è la sorpresa. Il test a Conte“.

Quattro domande a Palazzo Chigi

Di qui quattro domande poste da Storace a Palazzo Chigi in un video in cui sottolinea altri particolari di una vicenda di cui troppo poco si parla:

Prima domanda: quanti giorni sono trascorsi tra l’esito positivo del test al tampone del poliziotto di Conte e il ricovero a Tor Vergata? E’ vero che in questi giorni aveva continuato a lavorare?

Seconda domanda: è vero che altri due uomini della scorta di Conte – uno di Latina – sono stati posti in quarantena perché operavano con il loro collega risultato positivo?

Terza domanda: sono stati accertati i contatti avuti dal poliziotto tra Viminale e Palazzo Chigi? Qui le scorte depositano e ricevono l’equipaggiamento di servizio dal capoturno – ad esempio i giubbotti antiproiettile – alla fine e all’inizio del servizio. Quanta gente si è intrattenuta con G.G.? Chi può avergli stretto la mano? Chi ci può aver fatto una chiacchierata magari per un quarto d’ora a tu per tu?

Quarta domanda: Palazzo Chigi giura che il poliziotto viaggiava su un’altra auto e comunque “sono sempre state rispettate le distanze sociali di sicurezza e tutte le precauzioni”. Balla gigantesca: gli uomini di scorta, quando il loro protetto scende dall’auto, gli si mettono immediatamente vicino, altro che metro di distanza, e ovviamente a maggior ragione se la vigilanza riguarda il presidente del Consiglio. Negativo che sia al tampone – se è vero – Conte deve fare la quarantena in casa.

“Il presidente Conte – conclude Storace –  si deve abituare alla trasparenza. Al massimo può imporre la mascherina ai cittadini  – magari facendogliela trovare – ma non la museruola ai giornalisti”.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Ben Frank 24 Marzo 2020

    Il bis-Conte de la pochette ha fatto meglio della Merkel: lui, in quarantena, ci ha messo 60 milioni di italiani… E poi lui non è un qualunque cittadino italiano, è l’avvocato (azzeccagarbugli) degli italiani, l’intrepido Giuseppi, scendiletto della Merkel e dei mercati…

  • federico 24 Marzo 2020

    Perché il centrodestra va da Conte invece di fare uno streaming? Da 15 giorni invocano tuttochiuso, loro sono gli unici autorizzati a muoversi? vergogna

  • Fiorella Marchetti 23 Marzo 2020

    Giuste considerazioni e giusti rilievi