Siena, blitz della GdF: sequestrate mascherine anti-virus vendute a prezzi supermaggiorati

lunedì 2 marzo 11:36 - di Redazione
Mascherine

Emergenza in atto, speculazione in agguato. È accaduto a Siena, dove la Guardia di Finanza ha sequestrato mascherine protettive in vendita in un distributore di carburante a prezzi spropositati. Nel corso di un ordinario controllo antispeculazioni gli uomini delle Fiamme Gialle hanno scoperto che la pompa di benzina commercializzava prodotti per l’emergenza sanitaria. I prodotti, nello specifico disinfettante e mascherine di protezione, erano esposti su un tavolino, appositamente adibito, senza l’espressa indicazione del prezzo di vendita. Si trattava di mascherine di tipo FFP2, che sebbene facenti parte di confezioni da 10 pezzi, venivano vendute singolarmente al costo di 8 euro ciascuna.

In vendita presso un distributore di benzina

Un prezzo, spiega una nota della Guardia di Finanza, «evidentemente sproporzionato rispetto al valore normale praticato nel periodo antecedente l’emergenza sanitaria». Infatti, una confezione di prodotti di quel genere è in vendita a un prezzo che oscilla tra i 10 e i 20 euro. I finanzieri hanno proceduto a contestare al titolare del distributore la normativa in materia di disciplina prezzi per aver posto in vendita merce senza indicazione del prezzo, applicando una sanzione da un minimo di 500 euro a un massimo di 3000 euro. Gli uomini della GdF hanno  sequestrato tutte le mascherine rinvenute all’interno del distributore.

Le mascherine erano prive di istruzioni per l’uso

Una misura resa necessaria, spiega ancora la nota, non solo dal prezzo enormemente maggiorato, ma anche perché «risultavano prive del contenuto minimo delle informazioni merceologiche del prodotto». Significa che le mascherine erano in vendita senza alcuna avvertenza in merito alle istruzioni e alle precauzioni d’uso. In più, mancavano le specifiche relative alle finalità di utilizzo e le informazioni solitamente riportate nella confezione originale. Per queste violazioni, la sanzione comminata va da 516 a 25.823 euro. Ora la polizia tributaria procederà ad acquisire le fatture di acquisto. L’obiettivo, spiega ancora la nota è «quantificare l’esistenza di manovre speculative tese a conseguire un vantaggio economico indebito nelle operazioni commerciali a danno di consumatori».

 

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