Omicidio Fragalà: quattro condannati e due assolti. I pm avevano chiesto l’ergastolo per tutti

23 Mar 2020 17:32 - di Redazione
Fragalà

Quattro condanne e due assoluzioni. È questo il bilancio della sentenza per l’omicidio dell’avvocato palermitano nonché deputato di An, Enzo Fragalà. Il verdetto, emesso dalla prima sezione della Corte d’Assise di Palermo, è arrivato dopo circa sette ore di camera di consiglio. Per tutti e sei gli imputati, la pubblica accusa aveva chiesto la pena dell’ergastolo. I giudici hanno invece deciso diversamente. E hanno condannato Antonino Abbate, Francesco Arcuri, Salvatore IngrassiaAntonino Siragusa comminando loro rispettivamente 30, 24 , 22  e 14 anni di carcere. Del tutto assolti, invece, Francesco Paolo Cocco e Francesco Castronovo. Tutti erano accusati di essere gli assassini del noto penalista, ucciso nel febbraio del 2010 a colpi di bastone in testa.

Una sola condanna a 30 anni. All’imputato pentito solo 14

Ovviamente, saranno le motivazioni a spiegare il perché di una sentenza che ha tutta l’aria di non soddisfare né la Procura né la parte civile. Di sicuro non ha confermato in pieno l’impianto accusatorio proposto dai pm Francesca Mazzocco e Bruno Brucoli. Appare invece certo che a far irrogare la pena più mite a Siragusa abbia contribuito la decisione del mafioso di collaborare con la giustizia. Ha cominciato a rendere dichiarazioni un anno fa. Siragusa era intervenuto nell’udienza del 9 gennaio scorso, rendendo dichiarazioni spontanee prima della requisitoria dei pm. Lo fece per chiedere «perdono alla famiglia dell’avvocato Fragalà».

Fragalà, avvocato ed ex-deputato di An, fu ucciso a bastonate

Già, come se fosse facile per i familiari di un persona morta tendere la mano per stringere quelle di una bestia che ha ucciso il tuo caro a bastonate. Un uomo, per altro, incline alla giovialità e pronto a sorridere. Soprattutto, un uomo per bene e professionista apprezzato. «Ho fatto molti errori che ho pagato», disse ancora il mafioso pentito in quell’occasione. La prima inchiesta sull’omicidio Fragalà venne archiviata. A farla riaprire furono le dichiarazioni rese nel 2015 dal pentito Francesco Chiarello. Il collaboratore sostiene che l’ordine di uccidere l’ex-deputato di An sarebbe venuto dal boss Gregorio Di Giovanni.

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